Archivio 2005-2016

Mi hanno insegnato a stare insieme

Il 12 maggio, proseguendo il progetto, la scuola ha organizzato una raccolta di materiale che ha visto collaborare, con grande sensibilità ed impegno, bambini, genitori ed insegnanti. Beneficeranno del raccolto, cibo, cancelleria, stoviglie ed abbigliamento sportivo, le persone richiedenti protezione internazionale, senza dimora e i nostri MiSNA, i ragazzi minori ospiti del Centro di Pronta Accoglienza. Un grande Grazie va proprio a tutti; ancora una volta dimostriamo come sia reale e concreto il pensiero forte Volontarius, “Ogni persona è importante”.

Proponiamo qui la lettera della maestra Barbara.

Da anni la scuola primaria A. Manzoni propone a maggio una grande “Festa dell’ Intercultura” organizzando incontri con associazioni ONLUS che si occupano di solidarietà nel mondo.

Non avevo mai visto niente di più interessante in una scuola e così, affascinata da quest’ iniziativa, mi sono avvicinata…in punta di piedi…perché è un lavoro davvero complesso e non sempre compreso.

Ad ottobre abbiamo conosciuto Roberto Defant, il referente dell’associazione Volontarius, un incontro illuminante che ci ha dato la forza di proseguire con maggior determinazione per realizzare questo “scottante” progetto.

A gennaio Roberto ha incontrato tutti i bambini della scuola e ha raccontato loro una storia, ma una storia vera…e la verità di questo racconto ha toccato i loro cuori e rapito le loro teste, riempiendole di domande e lasciando un senso di incredulità… possono davvero esistere storie così?

Sì, esistono ed esistono veramente queste persone e noi abbiamo avuto il piacere di conoscerne alcune!

Martedì 1 marzo abbiamo ascoltato le testimonianze di due profughi, Alì e Aminur. Sono venuti nella nostra scuola accompagnati da Roberto e Luca, dell’Associazione Volontarius.

Ecco alcune frasi tratte dagli scritti dei bambini.

Sebastian: – Mi ha colpito quando Aminur ci ha detto che all’aeroporto la sua mamma lo spingeva di due passi per farlo partire e lui tornava indietro di tre piangendo.

Elisa: – Aminur ci ha detto che quando pensa al momento della partenza dal suo paese, gli viene uno strappo al cuore per la nostalgia della sua famiglia.

Lisa R.: – Mi ha un po’ commosso, però mi ha anche insegnato a stare insieme e che non serve parlare ma si può parlare con gli occhi.

Emanuele: – La frase di Aminur che mi è piaciuta di più è “L’amicizia e l’amore li senti nel cuore”.

Sophia: – Io non voglio che esistano i trafficanti di uomini, perché vogliono solo i soldi e non gli interessa di niente altro.

Anna B.: – Abbiamo imparato che se qualcuno sta male o è triste, non è che dobbiamo fregarcene ma dobbiamo aiutarlo e chiedergli cosa è successo.

Maestra Barbara

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