Comunicati Stampa

Bilancio dell’Emergenza Freddo – inverno 2016/17

Bolzano, 14 aprile 2017

A fine marzo sono stati chiusi i Centri per l’emergenza freddo allestiti a Bolzano presso l’ex Alimarket e al Palasport dove erano stati predisposti rispettivamente 100 e 25 posti per offrire un rifugio notturno durante i mesi invernali. L’Associazione Volontarius, che ha gestito dal 15 novembre 2016 al 31 marzo 2017 queste due strutture per conto dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano fa un breve bilancio della propria attività nel settore dell’emergenza freddo.

Va sottolineato che Volontarius si occupa dal 1999, di anno in anno, della creazione e gestione dei centri per l’emergenza freddo per fornire una concreta risposta, anche sotto il profilo umano, sociale e sanitario, alle persone senza tetto e senza fissa dimora che si trovano ad affrontare le rigide temperature dell’inverno bolzanino. Nel 1999 le persone ospitate nel centro erano in media 40.

L’ultima edizione del Centro per l’emergenza freddo è stata inaugurata il 15 novembre 2016, con 70 posti, una settimana dopo ne contava già 100 ed a partire dal 5 gennaio 2017 si è arrivati, con l’apertura del Palasport, a 125 posti.

Nei quattro mesi e mezzo di apertura sono state accolte 421 persone diverse (di cui 38 minori e 383 adulti) ed i pernottamenti complessivi sono stati 18.707. La metà degli ospiti aveva un’età compresa tra i 25 ed i 34 anni, gli over 35 rappresentavano un terzo del totale. L’età media degli ospiti dell’emergenza freddo è quindi decisamente bassa.

La provenienza delle persone ospitate si divide equamente tra Africa e Asia (216 e 203 sul totale, inclusi i minori). Gli utenti comunitari sono stati 16, gli italiani 12. Questi dati evidenziano da un lato che i servizi per gli autoctoni funzionano, dall’altro che oltre il 90% degli accolti era di origine extracomunitaria. Metà degli ospiti sono da considerarsi stabili sul territorio (219 presenti da almeno 6 mesi), l’altra metà (202) è di recente arrivo.

Circa i due terzi dell’utenza (255) sono rappresentati da persone senza tetto e senza dimora, mentre tra richiedenti asilo (79) e profughi riconosciuti (86) si arriva a poco più di un terzo. Di tutti gli ospiti transitati, circa il 10% è entrato nel circuito dell’accoglienza profughi locale. Metà degli ospiti ha usufruito dell’accoglienza per meno di 3 settimane (197). 112 persone hanno pernottato solo un paio di giorni. Metà degli utenti ha prolungato la permanenza oltre il mese. 79 persone hanno trascorso tutta la stagione invernale all’Emergenza Freddo. La permanenza media è stata pari a 44 giorni.

Grazie alla cooperazione con il progetto “Oltre la Strada” l’accoglienza è sempre stata ottimizzata per non lasciare posti vuoti. Pochissimi i casi in cui si sono dovute allontanare persone per gravi motivi e, in generale, la struttura ha operato con un regime di accoglienza pari al 105% della capacità, gestendo ingressi in emergenza con flessibilità per ridurre al minimo il rischio che qualcuno rimanesse fuori. La lista d’attesa è stata costantemente gestita presso la struttura dell’ex Agip dove la Volontarius ha in gestione la mensa serale.

Al lavoro di gestione, organizzazione ed accoglienza degli utenti hanno partecipato 20 persone e 5 volontari, con un’equipe multidisciplinare di operatori sociali con competenze giuridiche, nel campo della mediazione linguistica, scienze sociali, educatori ed animatori, in grado di intervenire e supportare il servizio h24. Vista la provenienza e l’eterogeneità degli ospiti, si è puntato molto sulla relazione e la comunicazione, garantendo la mediazione linguistica in diverse lingue: italiano, tedesco, francese, spagnolo, portoghese, inglese, farsi, urdu, pashtun, kurdo, vari dialetti arabi, afghani, azeri. Per tutti gli ospiti che si sono fermati almeno per qualche giorno è stato possibile verificare la situazione sanitaria (screening) in un’ottica di prevenzione attraverso il Servizio di Igiene Pubblica dell’Azienda Sanitaria.

Un discorso a parte deve essere fatto per quanto riguarda i ragazzi minori non accompagnati, i cosiddetti Msna, per i quali dal 28 novembre è stato creato un apposito Centro di emergenza freddo per minori, tuttora operativo, presso la struttura dell’ex Lemayr, in via Avogadro a Bolzano.   Dal 28 novembre sono stati accolti complessivamente 38 ragazzi ed al momento attuale ve ne sono 9, d’età compresa tra i 16 ed i 17 anni, ai quali viene offerta un’accoglienza lungo tutto l’arco della giornata e quindi non solo notturna come avveniva per l’emergenza freddo degli adulti.

La collocazione nel Centro emergenza freddo per minori avviene su segnalazione delle Forze di Pubblica Sicurezza e dei Servizi competenti. L’accoglienza avviene in collaborazione con l’Azienda servizi sociali di Bolzano e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni ed al momento della loro entrata nella struttura viene effettuato anche uno screening sanitario e fornita apposita consulenza.

La presenza media dei ragazzi si aggira intorno ai 250 giorni. I Paesi di provenienza sono Eritrea e Senegal, l’Africa Sub-Sahariana, Afghanistan e Pakistan, e il loro obiettivo dichiarato è quello di raggiungere il Nord Europa. Su 38 MSNA accolti 20 hanno abbandonato il progetto. È attualmente in fase di definizione un accordo tra l’Associazione Volontarius e l’Ufficio per la Tutela dei minori e l’inclusione sociale per la creazione di un’apposita struttura dedicata specificatamente ai minori dove, oltre all’accoglienza, venga offerta anche consulenza, effettuato uno screening sanitario ed offerti interventi di bassa soglia.

Alla luce di questo breve bilancio d’attività l’Associazione Volontarius desidera esprimere il proprio ringraziamento alle Forze dell’Ordine e a tutti coloro che hanno collaborato alla gestione dell’emergenza freddo in qualità di operatori o di volontari, facendosi carico, in maniera professionale, di un servizio rivolto a persone in condizioni di estrema difficoltà.