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Un anno di inclusione a Laives

Presso il centro accoglienza Casa ex Comitato Edile di Laives, aperto un anno fa, oggi quasi tutti gli ospiti hanno trovato un’occupazione.

Il centro accoglienza Casa ex Comitato Edile è stato aperto il 4 luglio 2017 e a un anno di distanza il bilancio è più che positivo. La struttura, gestita dalla Cooperativa River Equipe Onlus in collaborazione con l’Associazione Volontarius Onlus ospita attualmente 54 persone richiedenti asilo provenienti principalmente da Nigeria, Senegal, Togo e Pakistan. La maggior parte di loro è impegnata in attività lavotrative.

Il bilanco positivo della struttura è la dimostrazione di come i piccoli centri accoglienza nelle piccole realtà locali hanno un successo più immediato nell’inclusione sociale delle persone richiedenti asilo.  «I ragazzi hanno voglia di lavorare» spiega Fabrizio Bissacco, referente del centro accoglienza «anche quando non hanno una grande preparazione alle spalle». Gli ospiti della struttura sono impiegati principalmente nei settori della ristorazione e dell’agricoltura.

Attualmente a non essere impiegate sono quindici persone che fino a poco tempo fa abitavano nei centri accoglienza di Bolzano e sono giunte solo da pochi giorni in quello di Laives. Sono loro le persone che hanno partecipato alla coltivazione dell’orto nel cortile della struttura, progetto realizzato in collaborazione con le scuole agrarie di Laimburg e di Laives.

«I ragazzi delle scuole hanno lavorato insieme agli ospiti del centro ripulendo il cortile della struttura, che era abbandonato» spiega Bissacco «da lì è nata l’idea di realizzare un piccolo orto e di piantare pomodori, rosmarino, insalata, zucchine, basilico, salvia e altre piante». Una delle due classi è stata incontrata prima in classe attraverso i percorsi di sensibilizzazione dell’Associazione Volontarius, che quest’anno hanno coinvolto 1.599 persone in tutto l’Alto Adige.

L’impatto del progetto è stato positivo anche per gli ospiti della struttura, che hanno così occupato il loro tempo e che continueranno a prendersi cura dell’orto. «Alcuni ortaggi non li conoscevano e hanno avuto modo di ampliare le loro conoscenze» conclude Bissacco. Una collaborazione che, con molta probabilità, proseguirà durante il prossimo anno scolastico.