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Grande partecipazione alla decima edizione di “Chiedimi perché ho freddo”

Anche quest’anno la manifestazione organizzata da Volontarius e da River Equipe in piazza Mazzini ha riscosso un notevole interesse da parte della popolazione. Sono state raccolte oltre 400 coperte, scarpe ed indumenti caldi che aiuteranno le persone bisognose ad affrontare l’inverno. “Chiedimi perché ho freddo” è sicuramente un titolo evocativo per un’iniziativa di questo tipo, una festa non solo per raccogliere coperte, zaini, vestiti e tutto ciò che può servire ad un senzatetto per affrontare l’inverno rigido che sta per arrivare e tutti quelli che arriveranno, ma anche per riflettere sulle problematiche dei senza fissa dimora.

Un problema da non ignoarare
Oltre ad essere una categoria in costante aumento negli ultimi anni è anche un segnale del malessere della nostra società, di una crescente insicurezza economica e sociale che spesso alcuni preferiscono non vedere o ignorare ma che invece dev’essere affrontato. Bisogna però anche tener conto del fatto che il freddo, di cui parla il titolo, non è solo quello dell’inverno, quello climatico ma anche il freddo dell’indifferenza di cui parlavamo sopra. Ad oggi è molto diffusa questa convinzione che se un problema si ignora semplicemente sparirà ed i senzatetto vengono visti da molti come un problema, ma la verità è che sono persone, persone con una storia, con dei sentimenti ma soprattutto in difficoltà.
Di tutto questo si è parlato la mattina del 27 ottobre in Piazza Mazzini, sotto il porticato, perché pioveva. Insieme ad una scolaresca e grazie alcune testimonianze di alcuni senza tetto i ragazzi hanno avuto modo di conoscere com’è veramente la vita di questi uomini e donne in un momento bisogno della loro vita.

Tanto per iniziare è subito stato smentito il falso mito secondo cui molte di queste persone vivono in quello stato di loro volontà, per scelte filosofiche o altro. La verità è che sono individui che hanno vissuto gravi lutti, stati di depressione, dipendenze o che per motivi legali-burocratici non possono aver accesso a determinati aiuti. Hanno spiegato anche com’è la vita per strada, quali sono i bisogni di queste persone, ovviamente bisogni essenziali e semplici, è stata descritta loro com’è la giornata per ogni senza fissa dimora, di come una semplice azione come ricaricare il proprio cellulare possa diventare una vera sfida, senza contare il bisogno più basilare per tutti loro: Trovare un riparo per quella notte.

Testimonianze di vita
Dopo di che è venuto il turno delle testimonianze, toccanti, di alcuni di loro, storie diverse ma che come filo conduttore avevano gravi tragedie, le incertezze ma anche il desiderio di cambiare e di fare qualcosa della loro storia per quanto potesse essere diversa da quella di molti. Il fatto che piovesse e che facesse freddo, in tutto questo, credo abbia permesso di rendere meglio l’idea di come possa essere la vita per i senza fissa dimora. Di come un evento normale e semplice come può essere una giornata di pioggia per loro possa voler dire una giornata difficile, fatta di umidità, freddo e della ricerca di un riparo adatto ad affrontare tutto ciò. Questa tavola rotonda tra scolaresca, senzatetto e operatori di Volontarius ha permesso non solamente di raccogliere esperienze o informazioni, ma anche di far fare domande ai ragazzi che magari non avevano avuto il coraggio di fare quando incontravano persone con una storia come questa e di togliere quella barriera invisibile dettata da paura, false informazioni ed ignoranza da parte di alcuni.
All’evento, organizzato da Volontarius, River Equipe e Società San Vincenzo De Paoli, erano presenti alcune installazioni ed erano messe a disposizioni i dati relativi all’ultimo anno riguardanti l’argomento dei senza tetto. Questi erano riferiti ad alcuni servizi rivolti sempre ai senza fissa dimora, come ad esempio la consegna di coperte di vestiti per l’inverno, pasti o posti dove poter dormire.

Un altro servizio è quello dell’ambulatorio mobile, cioè un piccolo camper munito di attrezzature per delle visite mediche di base o per offrire medicinali per i senza tetto, in quanto la difficoltà ad accedere ai servizi sanitari per vari motivi per queste persone è sempre piuttosto difficile e complesso.

 

Un’altra esposizione presente all’evento era quella di un progetto fotografico, sempre rivolto al tema delle persone senza fissa dimora, in questo era stato chiesto ai diretti interessati di fotografare elementi che richiamassero alla vita in strada ed alle difficoltà che essa comportava. I bambini hanno potuto realizzare piccoli lavoretti creativi sul tema di Halloween, dato il periodo, come zucche intagliate, pipistrelli di cartone ed altro insieme agli operatori di Volontarius presenti.
Oltre a tutto questo ed il buffet offerto la mattinata, dopo la pioggia ed il freddo, è stata animata dall’arrivo del gruppo musicale “Sissamba”, con le loro coreografie e le loro percussioni hanno riempito la piazza di allegria e musica, alla quale si sono uniti anche alcuni ragazzi di loro iniziativa.

 

Testo di Daniel Tondin

Pubblicato su Volinforma – Novembre 2018