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“Photovoice: la voce senza confini” mostra alla Casa d’accoglienza di Ora

Nell’ambito della Settimana dell’accoglienza  la Casa d’accoglienza “Ex Pernter” di Ora ha proposto una serata di porte aperte, durante la quale è stata inaugurata la mostra fotografica “Photovoice: la voce senza confini”.

La serata di porte aperte della Casa d’accoglienza “Ex Pernter” di Ora, gestito dall’Associazione Volontarius, ha offerto un’importante opportunità per far conoscere alla popolazione la realtà di questa struttura dove oggi trovano ospitalità 39 richiedenti asilo provenienti da vari Paesi africani e asiatici.

Durante la serata di porte aperte è stata inaugurata la mostra fotografica “Photovoice: la voce senza confini”, ideata e curata dall’operatore della Casa Stefano Vinci e dal referente Motasem Isied. L’esposizione è la fase finale di un progetto iniziato a settembre che ha coinvolto alcuni degli ospiti della Casa. Attraverso il linguaggio della fotografia e della scrittura, i partecipanti hanno raccontato i loro punti di vista relativi al tema dei diritti e dei doveri all’interno della nostra comunità, filo conduttore dell’intera Settimana dell’accoglienza 2018.

Il progetto ha dato la possibilità agli ospiti partecipanti di far conoscere il proprio sguardo ed esprimere la loro voce attraverso un linguaggio artistico, contemporaneamente la mostra fotografica vuole essere un’occasione di dialogo critico. Il percorso infatti è stato condotto attraverso la metodologia del photovoice, la quale prevede l’utilizzo della fotografia come strumento di attivazione dei membri della comunità invitandoli ad identificare i loro punti di vista e utilizzarli come leve per il cambiamento sociale. Questa tecnica utilizza il linguaggio dell’immagine per sviluppare empowerment e dare voce ai soggetti che vivono una condizione di emarginazione sociale.

Durante la serata, una giovane partecipante al progetto proveniente dall’Iraq ha raccontato le sue impressioni in merito al percorso, sottolineando come molto spesso le persone entrano in confusione quando si parla di diritti e di doveri.  Per la partecipante comunicare questa tematica attraverso la fotografia non è stato facile, tuttavia, ha il percorso ha dato l’opportunità a persone che raramente hanno la possibilità di esprimere la propria opinione e di partecipare a progetti artistici come questo. A suo avviso, il percorso di photovoice è stato un’importante occasione per entrare in contatto e sperimentare con la fotografia.

Stefano Vinci, ideatore e curatore del progetto, è soddisfatto dei risultati ottenuti: “È stato difficile organizzare questo percorso, ma ne è valsa la pena. Si è instaurato una relazione più intima tra gli ospiti e gli operatori della Casa. Questo percorso ha favorito il dialogo e la comprensione reciproca.”

Della stessa opinione è Motasem Isied, referente della Casa “Ex Pernter”: “Questo progetto, oltre ad aver dato la possibilità agli ospiti di esprimere la propria voce, è stata un’occasione per riflettere insieme su tematiche che raramente si riescono ad approfondire. Gli ospiti sono soddisfatti di ciò che abbiamo realizzato e per me è stato davvero stimolante uscire dalla Casa e vivere quest’esperienza insieme a loro”.