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Punto Scuola: sentirsi a casa in una lingua straniera

Ha aperto i battenti il Punto Scuola creato da Volontarius a Bolzano per dare una risposta concreta all’esigenza dei richiedenti asilo di apprendere la lingua italiana. Attualmente la struttura può contare su 4 docenti ed è frequentata da 120 studenti.

 

Negli ultimi decenni, la glottodidattica è fortunatamente tornata a interrogarsi sulla propria natura e i propri strumenti, ed è riuscita con coraggio a individuare le sue fragilità, e la distanza dalle esigenze della società contemporanea. Tale necessità di innovazione è stata accelerata dai movimenti migratori dell’ultimo decennio, i quali hanno evidenziato il bisogno di ripensare i motivi che spingono una persona ad avvicinarsi alla lingua italiana: se nel passato apprendere l’italiano era soprattutto un interesse di carattere culturale e ricreativo, da parte di europei già finemente istruiti, oggi la lingua rappresenta uno strumento necessario alla sopravvivenza di persone che fuggono dal proprio paese di origine e che, nella maggioranza dei casi, sono sprovviste di quel bagaglio culturale sul quale la didattica della lingua italiana ha fondato la sua identità.

In questa corrente di rinnovamento, noi educatori linguistici abbiamo sentito con chiarezza la necessità di adattare la nostra missione alle nuove istanze sociali, e da tale necessità è nato il progetto Punto Scuola, che ha richiesto la creazione di un nuovo soggetto all’interno dell’associazione che vedesse riconosciuta la propria identità e autonomia, così da permettere i necessari cambiamenti in termini di metodi e approcci didattici.

Alla base del progetto Punto Scuola, che ha sede in via Bruno Buozzi 18 a Bolzano, troviamo la volontà condivisa da noi educatori linguistici e dai vertici dell’associazione di adottare un approccio olistico all’insegnamento della lingua. Un approccio che considera l’individuo nella sua totalità di persona, con una propria storia, con una propria visione della vita, timori e aspirazioni, e che attraverso questa visione della persona può rendere la strada verso l’integrazione più agevole. Un approccio che, non limitandosi a un meccanico trasferimento di strutture linguistiche, sappia mostrare e condividere i comportamenti comunicativi propri della società italiana e abbia la forza di supportare l’apprendente nel processo di acquisizione di tali comportamenti.

 

Un approccio infine che, confluendo nelle riflessioni di Zygmunt Bauman, sappia farsi liquido e che, consapevole dei reali bisogni dell’apprendente, e della sua situazione sociale e culturale, sia pronto a nutrire una didattica capace di venire in aiuto della singola persona, ponendosi a servizio della sua libertà. Noi educatori linguistici abbiamo, dunque, riconosciuto come obiettivo principe l’impegno di creare uno spazio nel quale i nostri studenti smettano di considerarsi ospiti e possano, da ultimo, sentirsi a casa nella lingua italiana.

Con coraggio, abbiamo così detronizzato la lingua con la sua ormai infeconda centralità e posto a base del nostro lavoro il comunicare, non solo nel suo significato di mettere in comune (già di per sé forte) ma nella sua radice sociale di rendere partecipe, compiendo il proprio dovere con gli altri, consapevoli che comunicare non è una semplice questione di correttezza grammaticale ma, sopra ogni cosa, un processo osmotico di fiducia reciproca e responsabilità, un diritto-dovere, la cui natura umana non deve essere dimenticata.

Con l’obiettivo di raggiungere quanto ci siamo proposti, il progetto Punto Scuola, dove attualmente operano 4 docenti,  ha attivato, a integrazione delle lezioni di lingua, laboratori di glottodidattica performativa: nello specifico, i centoventi studenti coinvolti nella prima sperimentazione ora frequentano laboratori di teatro e artistico-educativi in lingua italiana. Intendiamo, così, dar loro l’occasione, non solo di comunicare nella lingua straniera ma, prima di tutto, di sentirsi parte di questa loro nuova realtà, nella quale radicare serenamente, ora che sono lontani da casa. Come recita un vecchio detto di autore anonimo: “Gli studenti non sono vasi da riempire ma fuochi da accendere”.

 

Il coordinatore del Punto Scuola

Moreno Stracci

Moreno.stracci@riverequipe.it
Cell. 3457605173