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Settimana dell’Accoglienza 2019

Anche quest’anno si svolge in tutta la Regione Trentino-Alto Adige la “Settimana dell’accoglienza” dall’28 settembre al 6 ottobre 2019. Si tratta di una delle poche iniziative che coinvolgono tutto il territorio regionale. Per la 5° volta un’ampia serie di oltre cento azioni ed appuntamenti riguarderà il tema „Solitudini. Costruire legami, fare comunità“. Il tema scelto di quest’edizione è drammaticamente attuale ed investe tantissime persone.

Maggiori info: www.settimanadellaccoglienza.it

Chiedimi perchè ho freddo 2019

L’Associazione Volontarius Onlus e la Cooperativa River Equipe, in collaborazione con la Società San Vincenzo de Paoli, ripropongono anche quest’anno “Chiedimi perché ho freddo – Frage mich, wieso ich friere”, un evento di sensibilizzazione sul tema della vita di strada.

Sabato 19 ottobre,  dalle ore 8.30 alle ore 16.00 in Piazza Mazzini, saranno raccolti coperte, zaini, sacchi a pelo e scarpe per le persone che vivono sulla strada. Nel corso della giornata si avvicenderanno in piazza Mazzini alcuni gruppi musicali locali, tra cui Sissamba, si svolgeranno attività di animazione rivolte a grandi e piccini, saranno presenti stand informativi e verrà offerto un pranzo sociale aperto a tutta la cittadinanza.

L’evento è supportato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dalla Città di Bolzano e dall’ASSB-BSB.

Feature

Christian Bacci


Il protagonista di questa settimana è Christian Bacci, Vicepresidente della nostra associazione e referente del gruppo di volontari “I Cacciatori di Briciole“.

Valore del cibo | Amicizia | Aiuto


Con la perseveranza e la passione si arriva dappertutto!

Un’amica mi aveva parlato in maniera entusiasta di quello che aveva iniziato a fare per le persone che vivevano sulla strada. Fino a quel momento ignoravo il problema, ma il suo racconto mi ha incuriosito e motivato. Dopo un paio d’anni di volontariato con l’equipe di “Oltre la Strada”, ho attivato e fatto crescere il gruppo di volontari “I Cacciatori di Briciole”. Sapere di non essere il solo ad avere il sogno di combattere lo spreco alimentare e allo stesso tempo aiutare persone meno fortunate mi da carica ed entusiasmo. Sono le persone con cui condivido questa missione che mi danno una grande forza.

Maurizio Bonini

La forza siamo noi

Io sono fiero di essere diventato volontario per i progetti nelle scuole. I bambini e i ragazzi mi hanno salvato la vita con il loro amore. Sono felice di lavorare con loro perché hanno una grande capacità di ascolto. Loro sono la forza e l’energia per andare avanti.

Michael Hilpold

La storia che vi proponiamo oggi è quella di un volontario molto speciale. È il racconto di Michael Hilpold che da 13 anni supporta enormemente le attività della nostra associazione. Nella foto è ritratto insieme all’ex presidente della Provincia Luis Durnwalder Luis quando è stato insignito dell’onorificenza provinciale per il volontariato nel 2012.


Umanità|Generosità | Forza


I miei amici immigrati

Sono entrato a far parte delle Volontarius nel lontano 2006 quando eravamo ancora una piccola associazione, ma eravamo tutti pieni di voglia di fare e di umanità da donare. Ho fatto un percorso lungo con questa grande e meravigliosa famiglia.

Durante questi anni ho conosciuto molti volontari, dipendenti e ospiti di case d’accoglienza. Mi sono occupato dell’accoglienza delle persone migranti presso la casa di accoglienza Fischerhaus di Vandoies e alla Casa Gorio di Bolzano. L’esperienza più forte è stata per me quella vissuta nei centri di prima accoglienza: abbiamo accolto persone che erano appena arrivate in Italia via mare, non avevano senza nulla addosso, erano spauriti e spaesati. Il più grande riconoscimento che ho potuto avere nella vita è stato vedere i loro occhi luccicare dalla gioia: erano felici di essere arrivati qua sani e salvi ed erano riconoscenti per ciò che stavamo facendo per loro. In quel periodo sentivo che il mio contributo era concreto e ne ero felice.

Con tante persone che abbiamo accolto oggi siamo ancora in amicizia e mi fa un immenso piacere, poiché penso che un piccolo segno dentro di loro lo abbiamo lasciato. Tante persone oggi hanno un lavoro e una casa. Sono fiero di aver dato una mano durante il loro percorso e di aver partecipato un poco a questa loro nuova vita.

Il mio pensiero e supporto più grande va a tutti coloro che stanno ancora lottando per trovare un lavoro e una sistemazione, ma soprattutto per coloro che stanno aspettando i documenti per poter veramente iniziare una nuova vita qua.

Oggi presso la Volontarius mi occupo di alcuni aspetti organizzativi importanti per l’andamento delle attività. Spero però che possano arrivare nuovi volontari e che possano fare la stessa bella esperienza che ho vissuto io qui.

Feature

Guido Montesani

Terzo appuntamento con la rubrica “La storia siamo noi”.
Vi presentiamo Guido Montesani, il quale svolge il servizio sociale di volontario dal 2017.

Guido presta servizio presso il magazzino viveri, la farmacia che supporta i più bisognosi e per “Snoopy”, un progetto di Pet Therapy rivolto a persone con disagio psichico. Ed è proprio di quest’ultimo progetto di cui Guido ha voluto parlarci.


Dignità |Uguaglianza |Speranza


Emozioni che lasciano il segno

La tensione verso l’altro è un’occasione per riempire me stesso: perseguo il sogno della pari dignità delle persone.

Mi ha dato una grande emozione prestare servizio a favore di persone con problemi di disagio psichico: fungevo da autista e accompagnatore per il progetto Snoopy, un percorso di Pet Therapy.

La difficoltà maggiore per me è stato entrare in relazione con l’altro, trovare un modo di comunicare. Tuttavia, dopo una paio di incontri ho avuto la soddisfazione di sentirmi riconoscere, interpellare. Si era stabilita una relazione.

E’ stato…. esserci, propormi senza barriere o pregiudizi.


Scopri di più sul progetto Snoopy qui.


“Photovoice: la voce senza confini” mostra alla Casa d’accoglienza di Ora

Nell’ambito della Settimana dell’accoglienza  la Casa d’accoglienza “Ex Pernter” di Ora ha proposto una serata di porte aperte, durante la quale è stata inaugurata la mostra fotografica “Photovoice: la voce senza confini”.

La serata di porte aperte della Casa d’accoglienza “Ex Pernter” di Ora, gestito dall’Associazione Volontarius, ha offerto un’importante opportunità per far conoscere alla popolazione la realtà di questa struttura dove oggi trovano ospitalità 39 richiedenti asilo provenienti da vari Paesi africani e asiatici.

Durante la serata di porte aperte è stata inaugurata la mostra fotografica “Photovoice: la voce senza confini”, ideata e curata dall’operatore della Casa Stefano Vinci e dal referente Motasem Isied. L’esposizione è la fase finale di un progetto iniziato a settembre che ha coinvolto alcuni degli ospiti della Casa. Attraverso il linguaggio della fotografia e della scrittura, i partecipanti hanno raccontato i loro punti di vista relativi al tema dei diritti e dei doveri all’interno della nostra comunità, filo conduttore dell’intera Settimana dell’accoglienza 2018.

Il progetto ha dato la possibilità agli ospiti partecipanti di far conoscere il proprio sguardo ed esprimere la loro voce attraverso un linguaggio artistico, contemporaneamente la mostra fotografica vuole essere un’occasione di dialogo critico. Il percorso infatti è stato condotto attraverso la metodologia del photovoice, la quale prevede l’utilizzo della fotografia come strumento di attivazione dei membri della comunità invitandoli ad identificare i loro punti di vista e utilizzarli come leve per il cambiamento sociale. Questa tecnica utilizza il linguaggio dell’immagine per sviluppare empowerment e dare voce ai soggetti che vivono una condizione di emarginazione sociale.

Durante la serata, una giovane partecipante al progetto proveniente dall’Iraq ha raccontato le sue impressioni in merito al percorso, sottolineando come molto spesso le persone entrano in confusione quando si parla di diritti e di doveri.  Per la partecipante comunicare questa tematica attraverso la fotografia non è stato facile, tuttavia, ha il percorso ha dato l’opportunità a persone che raramente hanno la possibilità di esprimere la propria opinione e di partecipare a progetti artistici come questo. A suo avviso, il percorso di photovoice è stato un’importante occasione per entrare in contatto e sperimentare con la fotografia.

Stefano Vinci, ideatore e curatore del progetto, è soddisfatto dei risultati ottenuti: “È stato difficile organizzare questo percorso, ma ne è valsa la pena. Si è instaurato una relazione più intima tra gli ospiti e gli operatori della Casa. Questo percorso ha favorito il dialogo e la comprensione reciproca.”

Della stessa opinione è Motasem Isied, referente della Casa “Ex Pernter”: “Questo progetto, oltre ad aver dato la possibilità agli ospiti di esprimere la propria voce, è stata un’occasione per riflettere insieme su tematiche che raramente si riescono ad approfondire. Gli ospiti sono soddisfatti di ciò che abbiamo realizzato e per me è stato davvero stimolante uscire dalla Casa e vivere quest’esperienza insieme a loro”.

                                                                                         

Streetwork bz vola in alto con il Tumbling Day

Nell’ottica del progetto StreetworkBz, l’Associazione Volontarius propone il “TUMBLING DAY”, pomeriggi interamente dedicati al “Power tumbling”, uno sport ginnico che combina la ginnastica artistica a terra e le specifiche del trampolino. Grazie all’utilizzo di attrezzatura professionale, come ad esempio il nuovo AirTrack, un materasso gonfiabile lungo ben 8 metri, i giovani interessati possono sviluppare le proprie capacità ginniche di Parkour.

Per Eduardo Ramirez Bachir, referente di Volontarius per il progetto StreetworkBz, l’AirTrack è “un acquisto davvero azzeccato, il migliore che abbiamo mai fatto!”. A detta della sua equipe infatti, il grande materasso ha attirato numerosi giovani, che hanno iniziato a partecipare attivamente alle attività proposte dal progetto. Lo conferma Zoran Aleksov, operatore di Volontarius e insegnante di ginnastica: “Andando nei parchi della città con l’AirTrack, la ginnastica artistica diventa alla portata di tutti. Lo sport rappresenta uno dei più importanti strumenti educativi e di prevenzione di disagio sociale e psicofisico, favorisce infatti lo sviluppo delle capacità di integrazione e di socializzazione, attraverso il confronto, l’interazione e la solidarietà. Grazie a quest’attività sono stati coinvolti ragazzi con profili e background molto diversi tra loro. Questo mi da moltissima soddisfazione”.

 

Pubblicato su Volinforma – Novembre 2018

ZeitDida, un contenitore dedicato alla didattica creativa

“ZeitRoom – giovane museo virtuale” è una piattaforma web che condivide online progetti di arte e didattica creativa sulla memoria del XX e del XXI secolo della città di Bolzano. Nella scorsa edizione di Volinforma vi abbiamo presentato “ZeitForm”, il contenitore del portale dedicato all’arte contemporanea dove sono raccolti e condivisi i progetti realizzati da giovani artisti del territorio che lavorano sul tema della memoria.

In questa nuova edizione vi raccontiamo invece “ZeitDida”, la sezione del sito dedicata alla didattica creativa dedicata alle Scuole, ai centri giovani e alle associazioni giovanili. Questo contenitore ha l’obiettivo di raccogliere e condividere progetti e opere, individuati e raccolti secondo i criteri proposti da ZeitRoom e selezionati con la supervisione scientifica dell’Archivio Storico del Comune di Bolzano, con referente la Dott.ssa Carla Giacomozzi.

Una delle opere raccolte in “ZeitDida” è “Archeologia industriale – Ex Alumix”, un progetto nato all’interno del percorso “Raccontare il lavoro” del liceo Giovanni Pascoli. Assieme al Signor Onomoni, dipendente per trentuno anni della fabbrica “Ex Aluminia”, gli studenti hanno ripercorso il passato industriale dello stabilimento costruito negli anni ’30, oggi ristrutturato e rinominato NOI Techpark. Con  la macchina fotografica in mano, tra vecchi macchinari, celle, trasformatori e forni elettrolitici, i ragazzi hanno ripercorso un pezzetto di Italia che non c’è più, ma che ha lasciato profonde tracce nelle memorie e nelle persone che ci hanno lavorato.

“Per me è importante che venga ricordato il lavoro e gli sforzi delle generazioni passate […]. È fondamentale conoscere la storia di un luogo, sapere perché l’architettura è di un certo stile, sapere a che cosa serviva questo palazzone, l’importanza che ha avuto per Bolzano. E soprattutto per i suoi lavoratori.” – ci racconta  Lisa Guerra, ex studentessa del Liceo Giovanni Pascoli e co-autrice del progetto “Archeologia industriale – Ex Alumix”. Attraverso le foto analogiche scattate all’interno della vecchia fabbrica e i ricordi del nonno, Lisa ci ha raccontato la vecchia fabbrica e la vita dei suoi lavoratori: “Quando l’edificio non ci sarà più, queste fotografie avranno un ruolo fondamentale. […] Le fotografie aiutano ad attivare la memoria.”   

ZeitRoom è un progetto di Volontarius e Piano B, promosso dal Comune di Bolzano e dall’Archivio Storico della Città di Bolzano. Vuoi contribuire all’ampliamento del museo? Hai realizzato un’opera e vorresti pubblicarla sul portale di ZeitRoom? Scrivi un email a zeitroom@gmail.com

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Pubblicato su Volinforma – Novembre 2018

Grande partecipazione alla decima edizione di “Chiedimi perché ho freddo”

Anche quest’anno la manifestazione organizzata da Volontarius e da River Equipe in piazza Mazzini ha riscosso un notevole interesse da parte della popolazione. Sono state raccolte oltre 400 coperte, scarpe ed indumenti caldi che aiuteranno le persone bisognose ad affrontare l’inverno. “Chiedimi perché ho freddo” è sicuramente un titolo evocativo per un’iniziativa di questo tipo, una festa non solo per raccogliere coperte, zaini, vestiti e tutto ciò che può servire ad un senzatetto per affrontare l’inverno rigido che sta per arrivare e tutti quelli che arriveranno, ma anche per riflettere sulle problematiche dei senza fissa dimora.

Un problema da non ignoarare
Oltre ad essere una categoria in costante aumento negli ultimi anni è anche un segnale del malessere della nostra società, di una crescente insicurezza economica e sociale che spesso alcuni preferiscono non vedere o ignorare ma che invece dev’essere affrontato. Bisogna però anche tener conto del fatto che il freddo, di cui parla il titolo, non è solo quello dell’inverno, quello climatico ma anche il freddo dell’indifferenza di cui parlavamo sopra. Ad oggi è molto diffusa questa convinzione che se un problema si ignora semplicemente sparirà ed i senzatetto vengono visti da molti come un problema, ma la verità è che sono persone, persone con una storia, con dei sentimenti ma soprattutto in difficoltà.
Di tutto questo si è parlato la mattina del 27 ottobre in Piazza Mazzini, sotto il porticato, perché pioveva. Insieme ad una scolaresca e grazie alcune testimonianze di alcuni senza tetto i ragazzi hanno avuto modo di conoscere com’è veramente la vita di questi uomini e donne in un momento bisogno della loro vita.

Tanto per iniziare è subito stato smentito il falso mito secondo cui molte di queste persone vivono in quello stato di loro volontà, per scelte filosofiche o altro. La verità è che sono individui che hanno vissuto gravi lutti, stati di depressione, dipendenze o che per motivi legali-burocratici non possono aver accesso a determinati aiuti. Hanno spiegato anche com’è la vita per strada, quali sono i bisogni di queste persone, ovviamente bisogni essenziali e semplici, è stata descritta loro com’è la giornata per ogni senza fissa dimora, di come una semplice azione come ricaricare il proprio cellulare possa diventare una vera sfida, senza contare il bisogno più basilare per tutti loro: Trovare un riparo per quella notte.

Testimonianze di vita
Dopo di che è venuto il turno delle testimonianze, toccanti, di alcuni di loro, storie diverse ma che come filo conduttore avevano gravi tragedie, le incertezze ma anche il desiderio di cambiare e di fare qualcosa della loro storia per quanto potesse essere diversa da quella di molti. Il fatto che piovesse e che facesse freddo, in tutto questo, credo abbia permesso di rendere meglio l’idea di come possa essere la vita per i senza fissa dimora. Di come un evento normale e semplice come può essere una giornata di pioggia per loro possa voler dire una giornata difficile, fatta di umidità, freddo e della ricerca di un riparo adatto ad affrontare tutto ciò. Questa tavola rotonda tra scolaresca, senzatetto e operatori di Volontarius ha permesso non solamente di raccogliere esperienze o informazioni, ma anche di far fare domande ai ragazzi che magari non avevano avuto il coraggio di fare quando incontravano persone con una storia come questa e di togliere quella barriera invisibile dettata da paura, false informazioni ed ignoranza da parte di alcuni.
All’evento, organizzato da Volontarius, River Equipe e Società San Vincenzo De Paoli, erano presenti alcune installazioni ed erano messe a disposizioni i dati relativi all’ultimo anno riguardanti l’argomento dei senza tetto. Questi erano riferiti ad alcuni servizi rivolti sempre ai senza fissa dimora, come ad esempio la consegna di coperte di vestiti per l’inverno, pasti o posti dove poter dormire.

Un altro servizio è quello dell’ambulatorio mobile, cioè un piccolo camper munito di attrezzature per delle visite mediche di base o per offrire medicinali per i senza tetto, in quanto la difficoltà ad accedere ai servizi sanitari per vari motivi per queste persone è sempre piuttosto difficile e complesso.

 

Un’altra esposizione presente all’evento era quella di un progetto fotografico, sempre rivolto al tema delle persone senza fissa dimora, in questo era stato chiesto ai diretti interessati di fotografare elementi che richiamassero alla vita in strada ed alle difficoltà che essa comportava. I bambini hanno potuto realizzare piccoli lavoretti creativi sul tema di Halloween, dato il periodo, come zucche intagliate, pipistrelli di cartone ed altro insieme agli operatori di Volontarius presenti.
Oltre a tutto questo ed il buffet offerto la mattinata, dopo la pioggia ed il freddo, è stata animata dall’arrivo del gruppo musicale “Sissamba”, con le loro coreografie e le loro percussioni hanno riempito la piazza di allegria e musica, alla quale si sono uniti anche alcuni ragazzi di loro iniziativa.

 

Testo di Daniel Tondin

Pubblicato su Volinforma – Novembre 2018