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Servizio di Volontariato Europeo

Vi presentiamo i ragazzi e le ragazze arrivati ad ottobre a Bolzano per svolgere il Servizio di Volontariato Europeo, una preziosa opportunità di volontariato che l’Unione Europea offre ai giovani fra i 17 e i 30 anni.

 

Emeline

Ciao Emeline, raccontaci di te.
Ho 21 anni e vengo da Parigi. Sono una persona molto timida e riservata.

Come mai hai scelto di fare il Servizio di Volontariato Europeo?
Ho voluto partecipare a questo progetto perché ho un forte desiderio di aiutare le persone che ne hanno bisogno. Per me lo SVE rappresenta una grande opportunità per lavorare su me stessa e sulla mia autostima. Quando sono arrivata a Bolzano ho dovuto parlare con delle persone che non conoscevo, questa esperienza mi sta stimolando a prendere coraggio e a sentirmi più libera.

Perché hai scelto di venire all’Associazione Volontarius?
Ho scoperto Volontarius sul sito del servizio sociale europeo e poi, dopo aver curiosato sul profilo Facebook dell’Associazione, ho mandato la mia candidatura. Sono stata contattata da Michele Lonardi, il ragazzo che insieme a Daniel Brusco si occupa dei volontari, e abbiamo fatto una chiamata Skype per conoscerci. Non parlavo molto bene l’italiano, facevo tanti errori e mi sentivo un po’ in imbarazzo. Ma Michele è stato molto amichevole e mi ha fatto sentire a mio agio. Le sensazioni nei confronti di Volontarius e delle persone che ci lavorano sono state molto positive fin da subito.

Cosa ti sta piacendo di più di quest’esperienza?
Io lavoro al centro di prima accoglienza Einaudi. Per esempio ho conosciuto un rifugiato proveniente dall’Iraq. Parliamo in inglese e ci capiamo perfettamente. Anche se ci conosciamo da solo un mese, mi dice sempre che si sente fortunato a parlare con me e mi ringrazia per la mia gentilezza. Mi ha raccontato che nella sua vita ha perso tutto. Aveva una bellissima casa, una macchina, una famiglia, una bella vita. Ha perso tutto per colpa della guerra. Parlare di questo con me lo ha fatto sentire più libero. Quando qualcuno che non conosco perfettamente mi ringrazia in tal modo è come ricevere un colpo al cuore. Poter parlare con persone che vengono dall’Afganistan, Iraq, Georgia o da tutti quei Paesi che hanno vissuto la guerra e/o la miseria è una grande esperienza per me.

Quali obiettivi ti poni per questo anno che trascorrerai qui?
Spero che questa esperienza mi trasformi, voglio essere una persona nuova. Voglio superare la mia timidezza e poter parlare davanti alla gente senza timori. Stare qui per un anno è un grande passo per me e per la mia vita. Il mio sogno è riuscire a parlare perfettamente la lingua italiana.
Spero che tra un anno sarò una persona totalmente nuova!

 

Vincent

Ciao Vincent, presentati.
Ho 19 anni e vengo da Lipsia, una città vicino a Berlino. Ho finito la scuola la scorsa estate e la prossima estate inizierò a studiare scienze sociali.

Perché hai scelto di fare il Servizio di Volontariato Europeo presso l’Associazione Volontarius?
Sono qui perché per tutta la mia vita sono stato un consumatore dei benefit dell’Unione Europea e della società. Ho potuto fare tutto ciò che volevo e viaggiare ovunque desiderassi. Adesso, con il Servizio di Volontariato Europeo, ho la possibilità di ringraziare e dare qualcosa in cambio. Ho la chance di vedere da vicino quali sono effettivamente i riscontri positivi dell’Unione Europea. Posso fare qualcosa di utile per gli altri, in particolare nei centri di accoglienza.

In quale centro di accoglienza dai il tuo supporto?
Sto dando una mano presso il centro d’accoglienza “Caserma ex Gorio”. Sto lavorando molto per aiutare con l’organizzazione e con la documentazione del centro. Mi occupo di svariate cose, per esempio aiuto le persone che vivono nel centro a compilare e a consegnare i tempo i documenti, oppure li accompagno in ospedale alle visite mediche. Cerco di aiutarli come posso.

Cosa ti piace di più di quest’esperienza?
Nel centro “Ex Caserma Gorio” posso osservare i risultati del mio lavoro. È un’occasione per me di fare qualcosa di utile. In più ho l’opportunità di imparare l’italiano e conoscere l’Italia, questa bellissima nazione.

Quali obiettivi ti poni per questo anno che trascorrerai qui?
Tra un anno vorrei poter dire “wow, è stato un buon anno! Ho fatto qualcosa per me stesso, ma allo stesso tempo ho aiutato chi ne aveva bisogno.”. Il mio desiderio è di concludere quest’anno qui a Bolzano felice e soddisfatto di ciò che ho portato a termine e dei risultati raggiunto. Spero di poter dire “Sì, è stata una buona idea fare lo SVE.”

 

Julien

Julien, raccontaci chi sei.
Ho 27 anni e sono francese. Sono nato nel Sud della Francia, a Nord della città di Toulouse. All’università ho studiato storia e beni culturali.

Dalla cultura sei passato al sociale?
Sì, avrei voluto lavorare nell’ambito della cultura, ma in Francia non c’è molto lavoro. È un po’ difficile. Per un periodo ho lavorato come insegnante in un liceo. In Francia ero anche volontario in un’associazione che aiuta i profughi. Ho tenuto dei corsi di francese, attività culturali, per esempio li accompagnavo ai musei, facevamo sport insieme.

Come sei arrivato a Bolzano?
Inizialmente cercavo un’opportunità per lavorare nell’ambito culturale, volevo fare qualcosa di più attinente al mio titolo di studio. Ho caricato il mio curriculum sul sito web del corpo europeo di solidarietà e poco dopo sono stato contattato dall’Associazione Volontarius. Ho subito accettato.

In che modo dai il tuo supporto a Volontarius?
Sono volontario presso Casa Conte Forni. Mi occupo di diverse cose. Per esempio aiuto nelle pulizie o supporto le persone che ne hanno bisogno, anche nelle piccole cose quotidiane come fare la spesa, andare alle visite mediche in ospedale. Nei prossimi mesi mi piacerebbe proporre e organizzare attività come facevo in Francia.

 

Rebecca

Presentati.
Sono Rebecca, ho 19 anni e vengo da Witten in Germania. Ho finito le scuole superiori la scorsa estate. Mi piace lavorare a contatto con le persone, soprattutto con i bambini e i giovani.

Come mai hai deciso di fare volontariato presso Volontarius?
Mi piace la concezione di Volontarius, ciò che ha fatto e che sta facendo per aiutare chi ne ha più bisogno. Sono qui per scoprire cosa voglio fare nel mio futuro e per acquisire maggiori competenze pratiche. Vorrei raccogliere più esperienze possibili durante la mia permanenza qui.

Credi che sia un’esperienza che tu sta facendo crescere?
Sì, lavoro presso il centro di accoglienza ex Lemayr e la maggior parte del tempo lo passo con i bambini: gioco con loro, gli aiuto con i compiti, organizzo attività e laboratori.
All’inizio questo lavoro è stato molto impegnativo, si trattava di una cosa completamente nuova per me. Ci sono così tanti bambini, ho dovuto conoscerli tutti, ognuno con un carattere diverso e con delle esigenze diverse. Ci sono anche neonati, non avevo mai lavorato con bambini così piccoli prima d’ora. È bello lavorare con loro: loro mi piacciono molto e io piaccio molto a loro. Sono sempre felici. In un solo mese di permanenza qui ho imparato moltissimo e voglio continuare a imparare e a lavorare molto. Ho delle sensazioni molto positive per questo anno che verrà. Sono contenta di essere qui.

                                                                                

Il Centro di accoglienza di Laives, un esempio d’integrazione

Bolzano, 7 settembre 2018

 

Tutti i 52 ospiti del Centro di accoglienza di Laives lavorano o seguono corsi professionali. Un successo legato all’ottima collaborazione con il Comune e la popolazione.

A poco più di un anno dalla sua apertura il Centro di accoglienza di Laives, gestito dalla cooperativa sociale “River Equipe” in collaborazione con l’Associazione Volontarius, ha raggiunto l’ambìto traguardo della “piena occupazione”. Infatti tutti i 52 ospiti della struttura, coordinata da Fabrizio Bissacco, svolgono un lavoro o stanno seguendo corsi professionalizzanti. Nel dettaglio 45 persone richiedenti asilo sono occupate in attività lavorative di queste 16 sono impegnate nella raccolta delle mele nel comprensorio della Bassa Atesina oltre che a Cornaiano ed a Bolzano, gli altri operano nel settore della ristorazione, come operai generici, lavapiatti e tutto fare, nei settori della logistica e magazzino, in alcuni supermercati e nell’ambito delle imprese di pulizia. Secondo Fabrizio Bissacco dagli imprenditori locali viene particolarmente apprezzata la loro buona volontà e la grande voglia di lavorare ed impegnarsi.

Le restanti 7 persone sono occupate in progetti di volontariato tra i quali anche il mantenimento dell’orto realizzato dagli ospiti del Centro di accoglienza con la collaborazione con la Scuola agraria di Laives e di Laimburg.  L’obiettivo di questo inserimento lavorativo è il raggiungimento di un’autonomia economica e sociale che permetterà loro la ricerca consapevole di un alloggio e la conseguente uscita dal progetto di accoglienza.

Prossimamente, al termine della stagione agricola, 24 persone saranno occupate in corsi del Fondo Sociale Europeo. Si tratta di iter formativi per aiuto cuoco, logistica e magazzino e cura del verde. Si tratta di corsi di perfezionamento professionalizzanti che avranno la durata complessiva di cinque mesi, suddivisi in diversi moduli tra i quali sono previsti stage e tirocini presso le aziende locali. Altri hanno partecipato al progetto “hamet2f”, organizzato dalla Provincia con la collaborazione della cooperativa sociale “Akrat”, con l’obiettivo di valutare le competenze specifiche di ogni singolo migrante per poterlo inserire al meglio in un percorso individuale di integrazione.

I Paesi di provenienza sono in maggioranza Bangladesh, Pakistan, Nigeria e Gambia ma vi sono anche persone provenienti da Nepal, Senegal, Togo, Tunisia, Iraq e Costa d’avorio. Un’attenzione particolare viene dedicata dall’equipe del Centro al percorso formativo delle persone ed alle capacità evidenziate nel corso delle varie attività svolte.

Va sottolineata l’ottima collaborazione instaurata sin dall’inizio dell’attività con l’amministrazione comunale, in particolare il sindaco di Laives, Christian Bianchi, il vicesindaco Giovanni Seppi e l’assessora comunale alle politiche sociali, Claudia Furlani. I lusinghieri risultati sinora ottenuti sono anche il frutto del fattivo clima di collaborazione instaurato sin dall’inizio dell’attività con la Provincia, la Comunità comprensoriale, le imprese locali, le associazioni e la cittadinanza nel suo complesso. Grazie a questa proficua collaborazione già oggi alcuni degli ospiti, dopo aver ricevuto una risposta positiva alla loro richiesta di asilo, sono usciti dal progetto e conducono una vita autonoma ed indipendente. Le maggiori sfide per gli operatori sono oggi rappresentate dal reperimento di attività lavorative più continuative nel tempo e di alloggi nei quali possano trasferirsi coloro che escono dal progetto di accoglienza.

L’equipe del centro, guidata da Fabrizio Bissacco, è composta dagli operatori Francesca Carraro, Radia El Bouhali, Andrea Filippo Riccardi e Tritan Myftiu, nonché dai custodi Franco Romanelli e Faisal Hassan Mohamed.

Settimana dell’Accoglienza 2018

Anche quest’anno, dal 29 settembre al 7 ottobre, si svolgerà in Trentino – Alto Adige la Settimana dell’Accoglienza giunta alla sua quarta edizione. 
Il tema scelto per quest’anno è

“Persona e comunità. Coltivare i doveri, promuovere i diritti”

La settimana dell’accoglienza è un occasione di confronto fra persone, operatori, volontari sulla situazione attuale e sul futuro del welfare nel nostro territorio; 115 proposte in tutta la Regione di cui: 26 incontri/dibattiti, con relatori di spessore come don Luigi Ciotti, Felipe Camargo, Valerio Onida, Marina Mattarei, don Armando Zappolini, una decina di incontri con testimonianze di persone che raccontano la loro storia legata all’accoglienza, 15 laboratori di animazione, gioco, attività artistica, 17 mostre a tema, 11 occasioni di visitare strutture di accoglienza in ambiti diversi aperte per giornate intere, una decina di proiezioni di film, 11 spettacoli teatrali o musicali, 6 camminate collettive in territori significativi, occasioni di incontro e conoscenza su base “etnico/gastronomica” e tante altre opportunità di riflessione e incontro.

 

Scarica qui il programma completo della Settimana dell’accoglienza 2018

 

Per info:

segreteria.taa@cnca.it
(388 8029445 Lisa  – 0461 239640 Sandra)

www.settimanadellaccoglienza.it

Solidarietà alle Semirurali

Grande partecipazione al Parco delle Semirurali con l’iniziativa “Un pasto al posto del biglietto”. L’Associazione Volontarius ringrazia la Cooperativa 19 per la collaborazione e tutti coloro che hanno donato prodotti alimentari per le famiglie indigenti di Bolzano.

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