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Avviata la prima fase del “Progetto Fuoco”

Sedersi insieme attorno “al fuoco” dei valori
per ricreare uno spazio di autenticità
che apra al futuro con energia e speranza,
mantenendo vivi sul territorio i valori di solidarietà, dono,
autenticità,
umanità che rappresentano le fondamenta
per la sostenibilità e la coesione di ogni comunità e territorio. 

 

In occasione del 20° anno di attività, il Gruppo Volontarius propone il progetto “Fuoco”, un percorso rivolto ai dipendenti e ai volontari per mantenere vivo il senso del loro agire. Il progetto si pone inoltre l’obiettivo di rinvigorire i valori di solidarietà, dono, autenticità e umanità che rappresentano le fondamenta per la sostenibilità e la coesione di ogni comunità e territorio.

Il video seguente vuole raccontare e fare memoria del percorso che è iniziato lo scorso autunno e che proseguirà nell’anno nuovo.

 

I cambiamenti all’interno della società e la crescita esponenziale dell’associazione negli ultimi anni sono state occasioni di evoluzione, ma hanno anche portato con sé delle criticità. Avere più persone, più progetti, più livelli può implicare anche avere una maggiore difficoltà nello scambio di informazioni, una minore conoscenza di colleghi e volontari, la difficoltà a sentirsi parte di un “gruppo” grande e complesso.

Ogni organizzazione è chiamata a prendersi cura delle risorse strategiche per la realizzazione del proprio scopo, dei propri progetti. Questa attenzione diventa ancora più necessaria quando le risorse sono persone e richiede ancora maggiore sensibilità quando le persone partecipano alle attività in qualità di volontari, attraverso il dono del proprio tempo, delle proprie competenze, della propria umanità.

Ma cosa significa “prendersi cura” dei propri Volontari? Certamente significa metterli nelle condizioni di realizzare il proprio servizio in modo competente ed in condizioni di sicurezza, ma questo potrebbe non essere sufficiente.

La prospettiva di un volontario è quella del dono di sé, che è limitativo associare al risolvere un problema sociale o ambientale che sia, perché il volontario è mosso dalla motivazione di vedere realizzati i propri ideali, di affermare e dare concretezza ai propri valori, di vivere e condividere con gli altri l’esperienza del donarsi.

Prendersi cura dei propri volontari significa mantenere vivo il senso del loro agire e i valori che li guidano perché questo li rende aperti e disponibili.

Assumersi questa responsabilità significa mantenere vivi sul territorio i valori di solidarietà, dono, autenticità, umanità che rappresentano le fondamenta per la sostenibilità e la coesione di ogni comunità e territorio. Investire sui collaboratori e sui volontari vuol dire investire sul futuro del proprio territorio.

Ma per investire sui volontari bisogna prima creare un ambiente adeguato che abbia un “Sogno” condiviso: è importante quindi raggiungere tutti i livelli dell’associazione partendo dal CdA e dai Capiarea e rivolgendosi poi ai volontari, ai responsabili di progetto e agli operatori.

E’ per questo che è nato il Progetto Fuoco, con lo scopo di riavvicinare i vari livelli dell’associazione dopo la forte espansione degli ultimi anni, che ha portato con sé nuovi progetti ma anche difficoltà, capire dove siamo e dove stiamo andando.

Gli incontri sono partiti nel mese di ottobre e il progetto durerà fino all’estate 2019.

A Primavera coinvolgeremo anche alcune classi nell’ambito dell’Alternanza scuola-lavoro, faremo parte del lavoro in classe e in parte i ragazzi potranno sperimentarsi in attività nelle strutture e nei progetti. Prima dell’estate ci sarà una restituzione del percorso fatto.

Streetwork bz vola in alto con il Tumbling Day

Nell’ottica del progetto StreetworkBz, l’Associazione Volontarius propone il “TUMBLING DAY”, pomeriggi interamente dedicati al “Power tumbling”, uno sport ginnico che combina la ginnastica artistica a terra e le specifiche del trampolino. Grazie all’utilizzo di attrezzatura professionale, come ad esempio il nuovo AirTrack, un materasso gonfiabile lungo ben 8 metri, i giovani interessati possono sviluppare le proprie capacità ginniche di Parkour.

Per Eduardo Ramirez Bachir, referente di Volontarius per il progetto StreetworkBz, l’AirTrack è “un acquisto davvero azzeccato, il migliore che abbiamo mai fatto!”. A detta della sua equipe infatti, il grande materasso ha attirato numerosi giovani, che hanno iniziato a partecipare attivamente alle attività proposte dal progetto. Lo conferma Zoran Aleksov, operatore di Volontarius e insegnante di ginnastica: “Andando nei parchi della città con l’AirTrack, la ginnastica artistica diventa alla portata di tutti. Lo sport rappresenta uno dei più importanti strumenti educativi e di prevenzione di disagio sociale e psicofisico, favorisce infatti lo sviluppo delle capacità di integrazione e di socializzazione, attraverso il confronto, l’interazione e la solidarietà. Grazie a quest’attività sono stati coinvolti ragazzi con profili e background molto diversi tra loro. Questo mi da moltissima soddisfazione”.

 

Pubblicato su Volinforma – Novembre 2018

ZeitDida, un contenitore dedicato alla didattica creativa

“ZeitRoom – giovane museo virtuale” è una piattaforma web che condivide online progetti di arte e didattica creativa sulla memoria del XX e del XXI secolo della città di Bolzano. Nella scorsa edizione di Volinforma vi abbiamo presentato “ZeitForm”, il contenitore del portale dedicato all’arte contemporanea dove sono raccolti e condivisi i progetti realizzati da giovani artisti del territorio che lavorano sul tema della memoria.

In questa nuova edizione vi raccontiamo invece “ZeitDida”, la sezione del sito dedicata alla didattica creativa dedicata alle Scuole, ai centri giovani e alle associazioni giovanili. Questo contenitore ha l’obiettivo di raccogliere e condividere progetti e opere, individuati e raccolti secondo i criteri proposti da ZeitRoom e selezionati con la supervisione scientifica dell’Archivio Storico del Comune di Bolzano, con referente la Dott.ssa Carla Giacomozzi.

Una delle opere raccolte in “ZeitDida” è “Archeologia industriale – Ex Alumix”, un progetto nato all’interno del percorso “Raccontare il lavoro” del liceo Giovanni Pascoli. Assieme al Signor Onomoni, dipendente per trentuno anni della fabbrica “Ex Aluminia”, gli studenti hanno ripercorso il passato industriale dello stabilimento costruito negli anni ’30, oggi ristrutturato e rinominato NOI Techpark. Con  la macchina fotografica in mano, tra vecchi macchinari, celle, trasformatori e forni elettrolitici, i ragazzi hanno ripercorso un pezzetto di Italia che non c’è più, ma che ha lasciato profonde tracce nelle memorie e nelle persone che ci hanno lavorato.

“Per me è importante che venga ricordato il lavoro e gli sforzi delle generazioni passate […]. È fondamentale conoscere la storia di un luogo, sapere perché l’architettura è di un certo stile, sapere a che cosa serviva questo palazzone, l’importanza che ha avuto per Bolzano. E soprattutto per i suoi lavoratori.” – ci racconta  Lisa Guerra, ex studentessa del Liceo Giovanni Pascoli e co-autrice del progetto “Archeologia industriale – Ex Alumix”. Attraverso le foto analogiche scattate all’interno della vecchia fabbrica e i ricordi del nonno, Lisa ci ha raccontato la vecchia fabbrica e la vita dei suoi lavoratori: “Quando l’edificio non ci sarà più, queste fotografie avranno un ruolo fondamentale. […] Le fotografie aiutano ad attivare la memoria.”   

ZeitRoom è un progetto di Volontarius e Piano B, promosso dal Comune di Bolzano e dall’Archivio Storico della Città di Bolzano. Vuoi contribuire all’ampliamento del museo? Hai realizzato un’opera e vorresti pubblicarla sul portale di ZeitRoom? Scrivi un email a zeitroom@gmail.com

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Pubblicato su Volinforma – Novembre 2018

Grande partecipazione alla decima edizione di “Chiedimi perché ho freddo”

Anche quest’anno la manifestazione organizzata da Volontarius e da River Equipe in piazza Mazzini ha riscosso un notevole interesse da parte della popolazione. Sono state raccolte oltre 400 coperte, scarpe ed indumenti caldi che aiuteranno le persone bisognose ad affrontare l’inverno. “Chiedimi perché ho freddo” è sicuramente un titolo evocativo per un’iniziativa di questo tipo, una festa non solo per raccogliere coperte, zaini, vestiti e tutto ciò che può servire ad un senzatetto per affrontare l’inverno rigido che sta per arrivare e tutti quelli che arriveranno, ma anche per riflettere sulle problematiche dei senza fissa dimora.

Un problema da non ignoarare
Oltre ad essere una categoria in costante aumento negli ultimi anni è anche un segnale del malessere della nostra società, di una crescente insicurezza economica e sociale che spesso alcuni preferiscono non vedere o ignorare ma che invece dev’essere affrontato. Bisogna però anche tener conto del fatto che il freddo, di cui parla il titolo, non è solo quello dell’inverno, quello climatico ma anche il freddo dell’indifferenza di cui parlavamo sopra. Ad oggi è molto diffusa questa convinzione che se un problema si ignora semplicemente sparirà ed i senzatetto vengono visti da molti come un problema, ma la verità è che sono persone, persone con una storia, con dei sentimenti ma soprattutto in difficoltà.
Di tutto questo si è parlato la mattina del 27 ottobre in Piazza Mazzini, sotto il porticato, perché pioveva. Insieme ad una scolaresca e grazie alcune testimonianze di alcuni senza tetto i ragazzi hanno avuto modo di conoscere com’è veramente la vita di questi uomini e donne in un momento bisogno della loro vita.

Tanto per iniziare è subito stato smentito il falso mito secondo cui molte di queste persone vivono in quello stato di loro volontà, per scelte filosofiche o altro. La verità è che sono individui che hanno vissuto gravi lutti, stati di depressione, dipendenze o che per motivi legali-burocratici non possono aver accesso a determinati aiuti. Hanno spiegato anche com’è la vita per strada, quali sono i bisogni di queste persone, ovviamente bisogni essenziali e semplici, è stata descritta loro com’è la giornata per ogni senza fissa dimora, di come una semplice azione come ricaricare il proprio cellulare possa diventare una vera sfida, senza contare il bisogno più basilare per tutti loro: Trovare un riparo per quella notte.

Testimonianze di vita
Dopo di che è venuto il turno delle testimonianze, toccanti, di alcuni di loro, storie diverse ma che come filo conduttore avevano gravi tragedie, le incertezze ma anche il desiderio di cambiare e di fare qualcosa della loro storia per quanto potesse essere diversa da quella di molti. Il fatto che piovesse e che facesse freddo, in tutto questo, credo abbia permesso di rendere meglio l’idea di come possa essere la vita per i senza fissa dimora. Di come un evento normale e semplice come può essere una giornata di pioggia per loro possa voler dire una giornata difficile, fatta di umidità, freddo e della ricerca di un riparo adatto ad affrontare tutto ciò. Questa tavola rotonda tra scolaresca, senzatetto e operatori di Volontarius ha permesso non solamente di raccogliere esperienze o informazioni, ma anche di far fare domande ai ragazzi che magari non avevano avuto il coraggio di fare quando incontravano persone con una storia come questa e di togliere quella barriera invisibile dettata da paura, false informazioni ed ignoranza da parte di alcuni.
All’evento, organizzato da Volontarius, River Equipe e Società San Vincenzo De Paoli, erano presenti alcune installazioni ed erano messe a disposizioni i dati relativi all’ultimo anno riguardanti l’argomento dei senza tetto. Questi erano riferiti ad alcuni servizi rivolti sempre ai senza fissa dimora, come ad esempio la consegna di coperte di vestiti per l’inverno, pasti o posti dove poter dormire.

Un altro servizio è quello dell’ambulatorio mobile, cioè un piccolo camper munito di attrezzature per delle visite mediche di base o per offrire medicinali per i senza tetto, in quanto la difficoltà ad accedere ai servizi sanitari per vari motivi per queste persone è sempre piuttosto difficile e complesso.

 

Un’altra esposizione presente all’evento era quella di un progetto fotografico, sempre rivolto al tema delle persone senza fissa dimora, in questo era stato chiesto ai diretti interessati di fotografare elementi che richiamassero alla vita in strada ed alle difficoltà che essa comportava. I bambini hanno potuto realizzare piccoli lavoretti creativi sul tema di Halloween, dato il periodo, come zucche intagliate, pipistrelli di cartone ed altro insieme agli operatori di Volontarius presenti.
Oltre a tutto questo ed il buffet offerto la mattinata, dopo la pioggia ed il freddo, è stata animata dall’arrivo del gruppo musicale “Sissamba”, con le loro coreografie e le loro percussioni hanno riempito la piazza di allegria e musica, alla quale si sono uniti anche alcuni ragazzi di loro iniziativa.

 

Testo di Daniel Tondin

Pubblicato su Volinforma – Novembre 2018

L’ambulatorio mobile ha compiuto il primo anno di attività

“Quando il paziente non riesce ad andare dal dottore il dottore va dal paziente” è questo il principio ispiratore dell’ambulatorio mobile che da un anno offre assistenza alle numerose persone che vivono la strada. Nel primo anno registrati 1138 accessi da parte di 800 diversi pazienti.

Nel suo primo anno di attività l’ambulatorio mobile gestito dall’Associazione Volontarius Onlus ha dimostrato in pieno la propria utilità e la necessità di poter contare su una struttura di questo tipo sul territorio in grado di offrire un servizio di carattere sanitario alle numerose persone che, per varie ragioni, vivono sulla strada. Dal novembre del 2017 sino a pochi giorni fa l’Associazione Volontarius Onlus ha infatti messo a disposizione un ambulatorio mobile per dare assistenza sanitaria alle persone che vivono sulla strada. Nel corso del primo anno di attività, dal novembre 2017 a fine ottobre 2018, sono state effettuate complessivamente, dai 16 medici e dagli 8 operatori sanitari, 104 uscite con un totale di 1138 accessi/interventi, pari ad una media di 11 interventi per uscita. Il numero complessivo dei pazienti ha raggiunto le 800 unità (97% maschi e 3% femmine), l’età media è di 35 anni.

Il furgone appartiene all’Associazione “Armut und Gesundheit”, che lavora in Germania da più di 25 anni con le persone che vivono sulla strada, offrendo loro un primo intervento medico da parte di personale sanitario volontario.

L’incontro tra le due associazioni ha avuto luogo nel settembre 2017, quando il Prof. Dr. Gerhard Trabert, medico presidente dell’Associazione tedesca, è venuto a fare visita a Volontarius per conoscere la realtà della vita di strada a Bolzano, dove vivono sia richiedenti asilo sia persone afferenti ad altri fenomeni, locali e non, che necessitano di cure mediche. Da qui è nata la decisione dell’Associazione “Armut und Gesundheit” di concedere in uso gratuito il proprio ambulatorio mobile, carico di tutto il materiale e dei medicinali necessari per l’inverno.

 

Accordo con la Croce Bianca

Nei giorni scorsi gli operatori di Volontarius hanno riportato l’ambulatorio mobile in Germania, ma il servizio ora prosegue grazie ad un accordo con la Croce Bianca che mette a disposizione un mezzo attrezzato con un autista due volte la settimana. Volontarius prosegue quindi il proprio servizio potendo contare attualmente su 16 medici volontari ed 8 operatori sanitari che, a turno, svolgono questa attività sul territorio. È grazie all’impegno ed alla dedizione che medici, infermieri ed operatori sanitari mettono nello svolgimento di questa attività che il servizio può proseguire con successo. Nell’arco dell’anno la loro presenza è sempre stata costante e partecipe. Gli operatori di Volontarius sono molto grati a questi professionisti che, nel loro tempo libero, mettono a disposizione gratuitamente con altruismo le loro competenze professionali ed umane. Orientativamente il servizio viene svolto due volte la settimana dalle ore 10 alle 12 e la sera a seconda delle disponibilità dei volontari, presso la mensa di Piazza Verdi, e presso il Ricovero notturno straordinario, in via Macello, ed in altri luoghi frequentati durante il giorno dalle persone di strada.

 

A chi si rivolge

L’ambulatorio mobile si inserisce sul territorio di Bolzano come servizio di tutela e prevenzione sanitaria, nonché come supporto ed integrazione ai servizi sanitari locali. Il servizio consente inoltre di ottenere un risparmio significativo per la sanità pubblica in quanto grazie alla propria attività di prevenzione vengono ridotti sensibilmente i ricoveri delle persone senza fissa dimora. Si rivolge alle persone che vivono sulla strada in condizioni sociali di precarietà che, per diversi motivi, rendono difficoltoso il loro accesso ai servizi sanitari del territorio. Per molte persone spostarsi verso i servizi non è facile, spesso mancano i soldi per comprare i medicinali prescritti, inoltre la mancanza di una residenza stabile sul territorio permette di accedere solo a una parte delle cure mediche attraverso il canale del Pronto Soccorso. Purtroppo molti dei disturbi che derivano proprio dal vivere in strada come  sindrome da raffreddamento (tosse, laringite, febbre), artro-muscolopatie-traumi, disturbi dermatologici, medicazioni/bendaggi, mal di testa, disturbi gastrointestinali, disturbi oculari, sindromi allergiche, disturbi odontoiatrici, non hanno la caratteristica di urgenza che il pronto soccorso richiede. Le persone senza una residenza non hanno un medico di base e, anche se con problemi cronici, per esempio il diabete, non hanno diritto a ricevere assistenza.

 

A fronte di queste difficoltà, l’ambulatorio mobile offre alle persone di strada un servizio professionale e dall’importante componente umana. Il servizio svolto dall’Ambulatorio mobile viene inoltre integrato dalla cosiddetta Farmacia dei Poveri, un “deposito” di farmaci donati dai cittadini e destinati alle persone e ai servizi che ne hanno bisogno. Durante il servizio dell’ambulatorio mobile vengono distribuiti gratuitamente molti farmaci a chi ne ha bisogno, non solo in regime “d’urgenza” ma anche per far fronte alle situazioni di cronicità, ad esempio i farmaci per l’asma sono molto costosi e si arriva anche a 100 euro a confezione se non sono mutuati. Il sogno degli operatori di Volontarius è quello di riuscire ad avere in futuro un ambulatorio mobile proprio e degli spazi dove offrire anche le cure odontoiatriche che attualmente non sono disponibili.

 

Ricerca di nuovi volontari

Per sviluppare il servizio l’Associazione Volontarius Onlus è costantemente alla ricerca di ulteriori medici volontari, infermieri ed altro personale sanitario disponibile a svolgere questo tipo di attività a titolo gratuito in affiancamento agli operatori dell’Associazione o della Società S. Vincenzo De Paoli. Per informazioni o per candidarsi come volontari gli interessati possono rivolgersi a Cosetta.Dri@volontarius.it, Cell. 3351438707.

Servizio di Volontariato Europeo

Vi presentiamo i ragazzi e le ragazze arrivati ad ottobre a Bolzano per svolgere il Servizio di Volontariato Europeo, una preziosa opportunità di volontariato che l’Unione Europea offre ai giovani fra i 17 e i 30 anni.

 

Emeline

Ciao Emeline, raccontaci di te.
Ho 21 anni e vengo da Parigi. Sono una persona molto timida e riservata.

Come mai hai scelto di fare il Servizio di Volontariato Europeo?
Ho voluto partecipare a questo progetto perché ho un forte desiderio di aiutare le persone che ne hanno bisogno. Per me lo SVE rappresenta una grande opportunità per lavorare su me stessa e sulla mia autostima. Quando sono arrivata a Bolzano ho dovuto parlare con delle persone che non conoscevo, questa esperienza mi sta stimolando a prendere coraggio e a sentirmi più libera.

Perché hai scelto di venire all’Associazione Volontarius?
Ho scoperto Volontarius sul sito del servizio sociale europeo e poi, dopo aver curiosato sul profilo Facebook dell’Associazione, ho mandato la mia candidatura. Sono stata contattata da Michele Lonardi, il ragazzo che insieme a Daniel Brusco si occupa dei volontari, e abbiamo fatto una chiamata Skype per conoscerci. Non parlavo molto bene l’italiano, facevo tanti errori e mi sentivo un po’ in imbarazzo. Ma Michele è stato molto amichevole e mi ha fatto sentire a mio agio. Le sensazioni nei confronti di Volontarius e delle persone che ci lavorano sono state molto positive fin da subito.

Cosa ti sta piacendo di più di quest’esperienza?
Io lavoro al centro di prima accoglienza Einaudi. Per esempio ho conosciuto un rifugiato proveniente dall’Iraq. Parliamo in inglese e ci capiamo perfettamente. Anche se ci conosciamo da solo un mese, mi dice sempre che si sente fortunato a parlare con me e mi ringrazia per la mia gentilezza. Mi ha raccontato che nella sua vita ha perso tutto. Aveva una bellissima casa, una macchina, una famiglia, una bella vita. Ha perso tutto per colpa della guerra. Parlare di questo con me lo ha fatto sentire più libero. Quando qualcuno che non conosco perfettamente mi ringrazia in tal modo è come ricevere un colpo al cuore. Poter parlare con persone che vengono dall’Afganistan, Iraq, Georgia o da tutti quei Paesi che hanno vissuto la guerra e/o la miseria è una grande esperienza per me.

Quali obiettivi ti poni per questo anno che trascorrerai qui?
Spero che questa esperienza mi trasformi, voglio essere una persona nuova. Voglio superare la mia timidezza e poter parlare davanti alla gente senza timori. Stare qui per un anno è un grande passo per me e per la mia vita. Il mio sogno è riuscire a parlare perfettamente la lingua italiana.
Spero che tra un anno sarò una persona totalmente nuova!

 

Vincent

Ciao Vincent, presentati.
Ho 19 anni e vengo da Lipsia, una città vicino a Berlino. Ho finito la scuola la scorsa estate e la prossima estate inizierò a studiare scienze sociali.

Perché hai scelto di fare il Servizio di Volontariato Europeo presso l’Associazione Volontarius?
Sono qui perché per tutta la mia vita sono stato un consumatore dei benefit dell’Unione Europea e della società. Ho potuto fare tutto ciò che volevo e viaggiare ovunque desiderassi. Adesso, con il Servizio di Volontariato Europeo, ho la possibilità di ringraziare e dare qualcosa in cambio. Ho la chance di vedere da vicino quali sono effettivamente i riscontri positivi dell’Unione Europea. Posso fare qualcosa di utile per gli altri, in particolare nei centri di accoglienza.

In quale centro di accoglienza dai il tuo supporto?
Sto dando una mano presso il centro d’accoglienza “Caserma ex Gorio”. Sto lavorando molto per aiutare con l’organizzazione e con la documentazione del centro. Mi occupo di svariate cose, per esempio aiuto le persone che vivono nel centro a compilare e a consegnare i tempo i documenti, oppure li accompagno in ospedale alle visite mediche. Cerco di aiutarli come posso.

Cosa ti piace di più di quest’esperienza?
Nel centro “Ex Caserma Gorio” posso osservare i risultati del mio lavoro. È un’occasione per me di fare qualcosa di utile. In più ho l’opportunità di imparare l’italiano e conoscere l’Italia, questa bellissima nazione.

Quali obiettivi ti poni per questo anno che trascorrerai qui?
Tra un anno vorrei poter dire “wow, è stato un buon anno! Ho fatto qualcosa per me stesso, ma allo stesso tempo ho aiutato chi ne aveva bisogno.”. Il mio desiderio è di concludere quest’anno qui a Bolzano felice e soddisfatto di ciò che ho portato a termine e dei risultati raggiunto. Spero di poter dire “Sì, è stata una buona idea fare lo SVE.”

 

Julien

Julien, raccontaci chi sei.
Ho 27 anni e sono francese. Sono nato nel Sud della Francia, a Nord della città di Toulouse. All’università ho studiato storia e beni culturali.

Dalla cultura sei passato al sociale?
Sì, avrei voluto lavorare nell’ambito della cultura, ma in Francia non c’è molto lavoro. È un po’ difficile. Per un periodo ho lavorato come insegnante in un liceo. In Francia ero anche volontario in un’associazione che aiuta i profughi. Ho tenuto dei corsi di francese, attività culturali, per esempio li accompagnavo ai musei, facevamo sport insieme.

Come sei arrivato a Bolzano?
Inizialmente cercavo un’opportunità per lavorare nell’ambito culturale, volevo fare qualcosa di più attinente al mio titolo di studio. Ho caricato il mio curriculum sul sito web del corpo europeo di solidarietà e poco dopo sono stato contattato dall’Associazione Volontarius. Ho subito accettato.

In che modo dai il tuo supporto a Volontarius?
Sono volontario presso Casa Conte Forni. Mi occupo di diverse cose. Per esempio aiuto nelle pulizie o supporto le persone che ne hanno bisogno, anche nelle piccole cose quotidiane come fare la spesa, andare alle visite mediche in ospedale. Nei prossimi mesi mi piacerebbe proporre e organizzare attività come facevo in Francia.

 

Rebecca

Presentati.
Sono Rebecca, ho 19 anni e vengo da Witten in Germania. Ho finito le scuole superiori la scorsa estate. Mi piace lavorare a contatto con le persone, soprattutto con i bambini e i giovani.

Come mai hai deciso di fare volontariato presso Volontarius?
Mi piace la concezione di Volontarius, ciò che ha fatto e che sta facendo per aiutare chi ne ha più bisogno. Sono qui per scoprire cosa voglio fare nel mio futuro e per acquisire maggiori competenze pratiche. Vorrei raccogliere più esperienze possibili durante la mia permanenza qui.

Credi che sia un’esperienza che tu sta facendo crescere?
Sì, lavoro presso il centro di accoglienza ex Lemayr e la maggior parte del tempo lo passo con i bambini: gioco con loro, gli aiuto con i compiti, organizzo attività e laboratori.
All’inizio questo lavoro è stato molto impegnativo, si trattava di una cosa completamente nuova per me. Ci sono così tanti bambini, ho dovuto conoscerli tutti, ognuno con un carattere diverso e con delle esigenze diverse. Ci sono anche neonati, non avevo mai lavorato con bambini così piccoli prima d’ora. È bello lavorare con loro: loro mi piacciono molto e io piaccio molto a loro. Sono sempre felici. In un solo mese di permanenza qui ho imparato moltissimo e voglio continuare a imparare e a lavorare molto. Ho delle sensazioni molto positive per questo anno che verrà. Sono contenta di essere qui.

                                                                                

-Spreco +Eco: il giornalino dei Cacciatori di Briciole

Pubblicato in 15.000 copie (in italiano e tedesco) il numero speciale “-Spreco +Eco” della rivista Volinforma.
Il testo incentrato sulla lotta allo spreco alimentare è stato interamente curato dai “Cacciatori di briciole”.

È uscito in questi giorni il numero speciale di Volinforma “- Spreco + Eco” curato dai “Cacciatori di Briciole”. Il numero speciale, stampato in 15.000 copie, metà in lingua italiana e metà in tedesco, è stato guidato da Christian Bacci, vicepresidente di Volontarius e coordinatore del progetto “Cacciatori di briciole” di cui fanno parte circa 130 volontari che raccolgono quotidianamente i resti alimentari presso 100 esercizi che aderiscono all’iniziativa per poi redistribuirli ai bisognosi. Le “briciole” raccolte dal 2013 ad oggi hanno ormai superato il traguardo di 1,5 milioni di unità.

Tra questi vi sono circa 200 persone che in media vengono assistite sulla strada a Bolzano dalle associazioni Volontarius e San Vincenzo. Sono persone senza tetto e senza dimora, migranti e richiedenti asilo accolte nelle strutture come il Conte Forni di Bolzano o nei dormitori invernali del ricovero notturno. Le “briciole” vengono distribuite anche a persone vittime di tratta e di sfruttamento, alle oltre 100 persone contattate ogni sera dal Progetto Alba; oltre 400 persone indigenti che frequentano il punto di distribuzione del magazzino viveri del centro storico di Bolzano ed a 10 famiglie residenti nel capoluogo in condizioni di povertà.

Il numero speciale, di 28 pagine, è il frutto di cinque anni di esperienze maturate sul territorio dai Cacciatori di briciole nel campo dello spreco alimentare. “Il giornale – sottolinea Christian Bacci nella sua introduzione –  è stato realizzato grazie all’aiuto di studenti e di esperti per poter essere di aiuto alla cittadinanza, approfondendo vari temi al fine di ridurre lo spreco in casa. Siamo partiti dalle scuole, coinvolgendone di italiane e tedesche.

Da lì è iniziato il nostro percorso di consapevolezza, che ha voluto unire le testimonianze di chi lavora nel sociale e di chi è parte del settore alimentare, assumendo così diversi punti di vista e raccogliendo le voci più disparate”.

Il numero speciale contiene quindi numerosi interventi di esperti, testimonianze di volontari, suggerimenti preziosi per ridurre gli sprechi e riutilizzare i cibi avanzati, ricette e storie personali. La ricchezza dei contenuti è testimoniata anche dal gran numero di esperti e di professionisti che hanno fornito il loro prezioso sostegno e contributo alla realizzazione di questa interessante opera monografica.

Settimana dell’Accoglienza 2018

Anche quest’anno, dal 29 settembre al 7 ottobre, si svolgerà in Trentino – Alto Adige la Settimana dell’Accoglienza giunta alla sua quarta edizione. 
Il tema scelto per quest’anno è

“Persona e comunità. Coltivare i doveri, promuovere i diritti”

La settimana dell’accoglienza è un occasione di confronto fra persone, operatori, volontari sulla situazione attuale e sul futuro del welfare nel nostro territorio; 115 proposte in tutta la Regione di cui: 26 incontri/dibattiti, con relatori di spessore come don Luigi Ciotti, Felipe Camargo, Valerio Onida, Marina Mattarei, don Armando Zappolini, una decina di incontri con testimonianze di persone che raccontano la loro storia legata all’accoglienza, 15 laboratori di animazione, gioco, attività artistica, 17 mostre a tema, 11 occasioni di visitare strutture di accoglienza in ambiti diversi aperte per giornate intere, una decina di proiezioni di film, 11 spettacoli teatrali o musicali, 6 camminate collettive in territori significativi, occasioni di incontro e conoscenza su base “etnico/gastronomica” e tante altre opportunità di riflessione e incontro.

 

Scarica qui il programma completo della Settimana dell’accoglienza 2018

 

Per info:

segreteria.taa@cnca.it
(388 8029445 Lisa  – 0461 239640 Sandra)

www.settimanadellaccoglienza.it

Solidarietà alle Semirurali

Grande partecipazione al Parco delle Semirurali con l’iniziativa “Un pasto al posto del biglietto”. L’Associazione Volontarius ringrazia la Cooperativa 19 per la collaborazione e tutti coloro che hanno donato prodotti alimentari per le famiglie indigenti di Bolzano.

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