La storia siamo noi

Feature

Christian Bacci


Il protagonista di questa settimana è Christian Bacci, Vicepresidente della nostra associazione e referente del gruppo di volontari “I Cacciatori di Briciole“.

Valore del cibo | Amicizia | Aiuto


Con la perseveranza e la passione si arriva dappertutto!

Un’amica mi aveva parlato in maniera entusiasta di quello che aveva iniziato a fare per le persone che vivevano sulla strada. Fino a quel momento ignoravo il problema, ma il suo racconto mi ha incuriosito e motivato. Dopo un paio d’anni di volontariato con l’equipe di “Oltre la Strada”, ho attivato e fatto crescere il gruppo di volontari “I Cacciatori di Briciole”. Sapere di non essere il solo ad avere il sogno di combattere lo spreco alimentare e allo stesso tempo aiutare persone meno fortunate mi da carica ed entusiasmo. Sono le persone con cui condivido questa missione che mi danno una grande forza.

Maurizio Bonini

La forza siamo noi

Io sono fiero di essere diventato volontario per i progetti nelle scuole. I bambini e i ragazzi mi hanno salvato la vita con il loro amore. Sono felice di lavorare con loro perché hanno una grande capacità di ascolto. Loro sono la forza e l’energia per andare avanti.

Michael Hilpold

La storia che vi proponiamo oggi è quella di un volontario molto speciale. È il racconto di Michael Hilpold che da 13 anni supporta enormemente le attività della nostra associazione. Nella foto è ritratto insieme all’ex presidente della Provincia Luis Durnwalder Luis quando è stato insignito dell’onorificenza provinciale per il volontariato nel 2012.


Umanità|Generosità | Forza


I miei amici immigrati

Sono entrato a far parte delle Volontarius nel lontano 2006 quando eravamo ancora una piccola associazione, ma eravamo tutti pieni di voglia di fare e di umanità da donare. Ho fatto un percorso lungo con questa grande e meravigliosa famiglia.

Durante questi anni ho conosciuto molti volontari, dipendenti e ospiti di case d’accoglienza. Mi sono occupato dell’accoglienza delle persone migranti presso la casa di accoglienza Fischerhaus di Vandoies e alla Casa Gorio di Bolzano. L’esperienza più forte è stata per me quella vissuta nei centri di prima accoglienza: abbiamo accolto persone che erano appena arrivate in Italia via mare, non avevano senza nulla addosso, erano spauriti e spaesati. Il più grande riconoscimento che ho potuto avere nella vita è stato vedere i loro occhi luccicare dalla gioia: erano felici di essere arrivati qua sani e salvi ed erano riconoscenti per ciò che stavamo facendo per loro. In quel periodo sentivo che il mio contributo era concreto e ne ero felice.

Con tante persone che abbiamo accolto oggi siamo ancora in amicizia e mi fa un immenso piacere, poiché penso che un piccolo segno dentro di loro lo abbiamo lasciato. Tante persone oggi hanno un lavoro e una casa. Sono fiero di aver dato una mano durante il loro percorso e di aver partecipato un poco a questa loro nuova vita.

Il mio pensiero e supporto più grande va a tutti coloro che stanno ancora lottando per trovare un lavoro e una sistemazione, ma soprattutto per coloro che stanno aspettando i documenti per poter veramente iniziare una nuova vita qua.

Oggi presso la Volontarius mi occupo di alcuni aspetti organizzativi importanti per l’andamento delle attività. Spero però che possano arrivare nuovi volontari e che possano fare la stessa bella esperienza che ho vissuto io qui.

Alessandra Zanirato

La protagonista di questa settimana è Alessandra,
che da tre anni sostiene l’equipe di Oltre la Strada e del Progetto Alba.


Umiltà |  Comprensione  |  Apertura del cuore


Restare umani

La mia scelta di fare volontariato è stata motivata dalla necessità e dal piacere di restare in contatto con l’umanità che c’è in ognuno di noi,
per non dimenticare il senso di solidarietà e di vicinanza con chi vive una vita diversa dalla mia, una vita difficile e dolorosa, in sostanza per restare umile e aperta.

Ho cambiato lavoro dopo anni di contatto quotidiano con persone definite “utenza difficile” e ho sentito il bisogno di restare in contatto con quella parte di umanità, sensibile, ferita, arrabbiata, emotiva, a volte anche arrogante, ma autentica.

Man mano mi sono sempre più resa conto che mentre io do loro da mangiare, loro mi regalano sorrisi e sguardi che mi saziano.
Sguardi tristi, allegri, furbi pensierosi piccoli contatti che mi danno tanto.

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L’episodio che più mi ha colpito nella mia esperienza da volontaria è stato un contatto con un ragazzo che durante una rissa si era ferito alla mano ed era ingestibile: urlava e cercava di picchiare un’altra persona.
Dopo parecchi minuti gli operatori della Volontarius sono riusciti a convincerlo a salire sul nostro camper per una medicazione.
È salito sul camper urlando, ma appena mi ha visto si è bloccato e in inglese mi ha chiesto scusa.

Io non ricordo cosa ho fatto ma so che ci siamo guardati e gli ho parlato in modo tranquillo e in pochi secondi si è liberato della rabbia iniziando a piangere e a dirmi che voleva sua madre. Mi ha chiamata sister.
Ho realizzato che era quello che sentivo di essere per lui in quel momento: una sorella che provava tristezza per lui e che nella tristezza comprendeva la sua tristezza.

Feature

Emeline Pepin

Emeline ha 21 anni e viene da Parigi.
È arrivata a Bolzano lo scorso ottobre per svolgere il Servizio di Volontariato Europeo (SVE) presso il centro di pronta accoglienza Einaudi.


Fiducia in sé | Ascolto | Imparare


Andare verso l’ignoto


La scelta di fare volontariato è nata dopo aver ricevuto il diploma di turismo due anni fa. Ho deciso di trascorrere un anno all’estero per migliorare l’italiano e l’inglese e allo stesso tempo per rendermi utile. Volevo dimostrare che posso aiutare e che posso essere utile nonostante la mia timidezza e il mio comportamento riservato.

Quando mi hanno comunicato che sarei diventata una volontaria di Volontarius, sapevo che una parte della mia vita stava per cambiare. Sapevo già che sarei cambiata, che non sarei più stata la persona che ero prima. Una nuova pagina di un nuovo capitolo.

Lo SVE è per me un buon modo per fare volontariato e imparare una lingua nuova velocemente, per scoprire culture diverse e soprattutto per fare nuovi incontri.
In poche parole, per me significa vivere un’esperienza totalmente nuova e ricca di ricordi. Voglio vivere e fare tesoro di ogni momento!
Dopo questa esperienza sarò sicuramente una persona migliore e piena di vita.
Alla fine di questo anno voglio dire: “Che anno meraviglioso che ho passato qui!”

Grazie per avermi permesso di vivere quest’esperienza umana.

Michela De Pillo

Sono così tanti anni che Michela De Pillo è al nostro fianco che abbiamo perso il conto!
Ha svolto volontariato presso le case di accoglienza Gorio,  Alimarket, Alpi ed Einaudi. Ha inoltre fatto parte del “Gruppo Accoglienza in Emergenza” che per qualche anno ha gestito la pronta accoglienza dei profughi che venivano sul nostro territorio. Ed è proprio di questa sua esperienza che ci racconta nella sua storia.
Attualmente è volontaria alla casa di accoglienza Lemayr ed è mentore dei volontari del servizio sociale europeo.


Passione | Aiutare gli altri | Umanità


Un cuore con le ali


Il periodo più bello del mio volontariato l’ho vissuto al centro di accoglienza Alimarket.

Accoglievamo molti ragazzi che arrivavano con i bus dai loro lunghi e tragici viaggi. Vedevamo come, giorno dopo giorno, pian pianino si abituavano, a volte con molta difficoltà, alla loro nuova vita. Trovano una lingua nuova, del cibo nuovo, nuove regole da rispettare.

Ricordo molto bene che rientravamo a casa a notte fonda dopo aver accolto uomini e donne, che arrivavano a Bolzano con tanta tristezza, paura e stanchezza.

I giorni seguenti sentivo sempre il desiderio di tornare al centro per incontrarli nuovamente, per riuscire a strapparli un sorriso, una parola, una carezza. Li ho ancora tutti nei miei occhi, ma soprattutto nel mio cuore.

È una gioia rivedere queste persone dopo qualche tempo, magari con una casa o un lavoro, parlare del più e del meno con serenità.

Dal centro Alimarket uscivo sempre con il cuore con le ali.

Floriano Franceschini

Floriano è al fianco della nostra associazione da tempo: ha iniziato a fare volontariato presso i centri di accoglienza Hotel Alpi e Ex – Alimarket.
Oggi Floriano supporta l’equipe di Oltre La Strada, è sempre pronto ad aiutare presso la casa per famiglie Maso Zeiler ed è anche mentore dei giovani ragazzi che vengono a Bolzano per svolgere il servizio di volontariato europeo.


Solidarietà | Fare la cosa giusta | Noi


Usa le tue abilità


Ho deciso di impegnarmi con Oltre la strada dopo l’esperienza positiva all’Hotel Alpi.
L’ho deciso anche per la curiosità di conoscere una parte delle fragilità della nostra città.
Cercavo qualcosa che mi desse soddisfazione e che mi permettsse di superare i miei limiti.
Ci sono riuscito.

Quando ho iniziato il servizio di volontariato mi si é aperto un mondo,
ho conosciuto tante persone speciali fra gli operatori e i volontari.

Faccio qualcosa per gli altri e questo mi rende contento.
È la mia strada.

Feature

Radwa

Radwa è una giovane collaboratrice di Volontarius. Da più di un anno è volontaria all’interno del progetto Alba, che si occupa dell’assistenza alle vittime di tratta.


Passione | Rispetto degli altri | Crescere


Mai vivere soli dentro il proprio castello.

Non c’è vita lì.

La volontà di fare volontariato non è nata recentemente.
Da tanto tempo pensavo di rendermi disponibile come volontaria per stare a fianco delle persone che ne hanno più bisogno.
Non sono una persona che ama stare tranquilla a non fare nulla, amo il lavoro e non riesco a stare ferma.

Sono cresciuta in una cultura abbastanza chiusa, con tante limitazioni. Prima di diventare volontaria non ero abituata a stare e a confrontarmi con persone diverse da me. Per oltre 25 anni ho avuto un pregiudizio nei confronti delle persone che lavorano sulla strada. Non pensavo ad approfondire l’argomento. Evitavo anche di parlare con loro, senza pensare che anche loro sono persone, esseri umani come me.

È arrivato poi il momento di crescere. E così, grazie al progetto Alba, ho aperto gli occhi, almeno per una parte della vita.
Ho iniziato la mia attività di volontariato come mediatrice interculturale per la lingua araba per supportare le vittime di violenza.
In seguito, con il sostegno delle mie colleghe, ho iniziato ad uscire con il camper per contribuire all’importante missione del progetto Alba.


Scopri il progetto Alba!

Giulia Valerio

La storia di Giulia Valerio, stedentessa dell’Università di Bolzano e tirocinante presso l’ufficio comunicazione, ci riporta al suo primo giorno con Volontarius, raccontando un piccolo momento per lei speciale.


Solidarietà|Combattere il pregiudizio|Empatia


Brennero

Era il mio primo giorno da tirocinante, sentivo l’agitazione dalla sera precedente, non sapevo cosa aspettarmi. Insieme ad altri dipendenti che avevo incontrato fugacemente in ufficio mentre firmavo alcune carte, sarei andata ad una sede di Volontarius al Brennero.

Da quando sono passati a prendermi con il furgone all’arrivo vicino al confine, tutto sembra scorrere naturalmente, ma allo stesso tempo anche in modo molto meccanico. Arrivati alla stazione ferroviaria incontriamo una ragazza italiana che era stata scortata dalla polizia tedesca fino a lì. Ha abiti leggeri, uno zaino ed un cerchietto con delle orecchie da gatto in plastica. Io con la giacca pesante tremo dal freddo. Un’operatrice di Volontarius, che mi è stata presentata velocemente, le porta una giacca calda e del cibo. Quella magia che rendeva tutto automatico fino a poco prima si spezza. Non so come rapportarmi in questa situazione.

La ragazza, ora avvolta in un giaccone molto più grande di lei, è uscita dalla sala d’aspetto, sta fumando al sole, seduta con la schiena appoggiata ad un muro. L’operatrice deve parlare con il capotreno ed io sto per seguirla quando la giovane ci chiede di restare con lei, non vuole rimanere sola. Ci racconta la sua storia. Io ho paura di chiedere troppo o troppo poco, ma lei sembra felice di avere qualcuno al suo fianco in quel momento.

Arriva il treno che la porterà a Bologna. Mentre ci avviciniamo al binario non smette di parlare… prima di salire ci saluta con un bacio.


Vouoi collaborare o fare un tirocinio con l’ufficio comunicazione? Invia una mail a comunicazione@volontarius.it

Feature

Andreas Vicinanza

Un giovane studente universitario, che ha deciso di dedicare il suo tempo libero all’insegnamento delle lingue alle persone migranti. Ha iniziato presso il centro d’accoglienza Casa Alpi e ora prosegue a Casa Enaudi. La quarta storia è quella di Andreas Vicinanza, che ci ha voluto raccontare le motivazioni ed emozioni che lo hanno portato a svolgere la sua attività di volontariato.


Rispetto|Disponibilità ad aiutare|Creatività


Esserci

So come ci si sente soli, spaventati o “diversi” dal gruppo. È una sensazione molto spiacevole e volevo aiutare chi si sente in questo modo. Volevo essere presente per le persone che ne avevano bisogno. Una società può sopravvivere solo se siamo pronti ad avvicinarci al nostro prossimo, lasciando da parte i luoghi comuni.

Ho scelto di portare il mio contributo dando lezioni di lingua, perché in questo ambito si trovano i miei talenti. Non conoscere la lingua significa essere “chiusi fuori”, il ché impedisce di fare incontri preziosi o sentirsi a proprio agio. Vorrei impedire che si creino situazioni di esclusione.

Quando sono andato alla sede della Volontarius per un colloquio ero emozionato ed anche nervoso; poi quando ho iniziato il volontariato mi sono sentito a mio agio, provo una calma interiore che prima non provavo spesso.


Scopri di più sulle nostre case accoglienza qui.