La storia siamo noi

Feature

Guido Montesani

Terzo appuntamento con la rubrica “La storia siamo noi”.
Vi presentiamo Guido Montesani, il quale svolge il servizio sociale di volontario dal 2017.

Guido presta servizio presso il magazzino viveri, la farmacia che supporta i più bisognosi e per “Snoopy”, un progetto di Pet Therapy rivolto a persone con disagio psichico. Ed è proprio di quest’ultimo progetto di cui Guido ha voluto parlarci.


Dignità |Uguaglianza |Speranza


Emozioni che lasciano il segno

La tensione verso l’altro è un’occasione per riempire me stesso: perseguo il sogno della pari dignità delle persone.

Mi ha dato una grande emozione prestare servizio a favore di persone con problemi di disagio psichico: fungevo da autista e accompagnatore per il progetto Snoopy, un percorso di Pet Therapy.

La difficoltà maggiore per me è stato entrare in relazione con l’altro, trovare un modo di comunicare. Tuttavia, dopo una paio di incontri ho avuto la soddisfazione di sentirmi riconoscere, interpellare. Si era stabilita una relazione.

E’ stato…. esserci, propormi senza barriere o pregiudizi.


Scopri di più sul progetto Snoopy qui.


Elisabetta Oculisti

La seconda  storia che vi proponiamo per la rubrica “La storia siamo noi” è quella donataci da Elisabetta Oculisti,  un’ insegnate di informatica e da sei anni dedica il suo tempo libero ad insegnare l’italiano alle persone richiedenti asilo ospitate al centro d’accoglienza Gorio e Conte Forni di Bolzano.


Coinvolgimento |Scoperta degli altri |Desiderio di aiutare


In chiesa con dieci musulmani

 

Qualche anno fa ho insegnato italiano ad un gruppo di persone pakistane, ospiti al centro  d’accoglienza per richiedenti asilo Gorio. Per un periodo l’aula dedicata ai corsi di lingua era inagibile, dunque andavamo a fare lezione in un aula di una parrocchia vicina.

Un giorno i miei alunni mi hanno chiesto di poter entrare in Chiesa. Mi sono meravigliata, ma anche emozionata. Loro hanno osservato tutto con molta curiosità e molto rispetto. Hanno osservato che noi ci bagnamo una mano, mentre loro si lavano entrambe le mani, e che Maria ha un nome simili alla madre di Maometto. Queste somiglianze li riempivano di gioia. È stato molto difficile spiegare, con la loro poca conoscenza dell’italiano, perché c’era al muro il Cristo sanguinante e crocefisso.

Non ho potuto però esaudire il loro desiderio di vedere e suonare le campane.

Feature

La nuova rubrica dei volontari “La storia siamo noi”

Abbiamo  chiesto ai nostri volontari di ripensare al momento in cui hanno deciso di dedicarsi al volontariato e di raccontarci cosa hanno provato, e cosa provano, a portare avanti il loro impegno. Ci hanno donato innumerevoli storie, esperienze e aneddoti. Loro, protagonisti quotidiani di esperienze cariche di emozioni, con i loro sorrisi contagiosi, riescono a coinvolgere chi li riceve.

Per questo motivo abbiamo ideato la rubrica “La storia siamo noi”, titolo che si ispira al racconto di una nostra volontaria. Ogni singola storia ci arricchisce, ci ispira e ci ricorda i valori fondamentali della nostra associazione. Ogni settimana vi racconteremo la storia di uno dei nostri volontari, il suo impegno, l’esperienza vissuta sul territorio e le emozioni provate sul campo.


Vuoi raccontare la tua storia?
Per condividere con noi la tua esperienza, scrivici a comunicazione@volontarius.it
Non vediamo l’ora di leggere le vostre storie di volontariato!

Le storie sono state raccolte durante la prima fase del “Progetto Fuoco”, un percorso sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.

Nadia Pretti

La prima storia che condividiamo con voi è quella di Nadia Pretti,  che da oltre 2 anni lavora a fianco dell’equipe di Oltre la Strada 


Calore | Senso di comunità | Rispetto


Creazione di un legame

All’inizio ho scelto di fare volontariato con le persone senza fissa dimora per curiosità e, utopisticamente, perché mi piacerebbe che tutte le persone potessero vivere con dignità.  Dopo un po’ di tempo si è stabilito un legame tra me, le persone che stavamo supportando, gli operatori e gli altri volontari.

Ora lo faccio anche perché mi danno forza e mi fanno vedere il mondo da un altro punto di vista.

Aspetto con ansia che arrivi il mercoledì sera perché sono felice di incontrare le persone a cui stiamo a fianco.  Sento che anche loro sono felici di vedere me, così come tutta l’equipe  del progetto “Oltre la strada”. Sento che c’è affetto reciproco e questo mi dà un sacco di energia.

Devo ringraziarli.
Devo ringraziare anche il gruppo di volontari perché mi sento accolta da tutti ogni volta.


Scopri di più sul progetto Oltre la strada cliccando qui.