Ragionare con i piedi (ed. FrancoAngeli)

Alcuni educatori di strada dell’associazione Volontarius Onlus e della Cooperativa Sociale River Equipe hanno presentato il 5 maggio 2008 il libro Ragionare con i piedi (a cura di Vincenzo Castelli ed edito da Edizioni FrancoAngeli) .

Il lavoro sociale svolto sulla strada è uno strumento fondamentale per contrastare il disagio e la devianza sociale e porre le basi per l’inclusione sociale di persone spesso fortemente emarginate come tossicodipendenti, alcoldipendenti, prostitute, senza fissa dimora, immigrati. Il testo “Ragionare con i piedi” cerca di dare organicità al lavoro di strada odierno e presenta alcune pratiche positive, messe in atto negli ultimi anni in diverse realtà operative.

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La parola “strada” ed ancora di più “il lavoro di strada” si colloca, sia a livello semantico che a livello cognitivo, su un piano di rappresentazione di tipo fortemente emotivo, empatico, informale.
Eppure tale lavoro (dalle letture fenomenologiche, alle strategie di impatto, dalle metodologie implementate alle buone pratiche validate) ha creato saperi e pratiche di forte innovazione sociale e di grande incidenza nel contrasto al disagio e devianza sociale rispetto a gruppi target “stabilizzati” sulla strada (tossicodipendenti e consumatori di sostanze psicotrope, prostitute e vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale, senza dimora, immigrati “clandestini”).
Tali capacità e competenze sono spesso rimaste nelle aree di nicchia delle organizzazioni no profit che hanno investito da anni sul lavoro di strada come luogo privilegiato della costruzione e della sedimentazione della devianza urbana, della definizione di una relazione (operatore-abitante della strada) destrutturata (ma non ambigua), della strutturazione di eventi (animativi, educativi, di riduzione del danno) in grado di produrre saperi e cultura, certamente marginali e periferici, capaci di ridare dignità, capacità e competenza agli attori della strada.
Il presente testo vuole provare dunque a dare organicità al lavoro (di lunga navigazione) di strada, cercando di risintonizzarsi con le nuove fenomenologie presenti in strada, di ridefinire le epistemologie congrue e significative di tale intervento e di presentare, in forma tipologica e esemplare, alcune pratiche positive messe in atto in questi anni sul lavoro di strada.
Si tratta di un grande sforzo, di valenza fortemente culturale, che vuole riportare al centro del dibattito, in un tempo abitato da interventi-scorciatoie di tipo repressivo-conformativo, la relazione (necessaria, strutturata, vincolata, negoziata, patteggiata) tra cittadini che vorrebbero vivere tranquilli e garantiti e cittadini produttori (cosiddetti) di disagio sociale.
Il contributo magistrale di esperti del settore, le capacità e competenze di molti responsabili di Ong e servizi pubblici, la passione per la frontiera di molti operatori sociali sono la garanzia che questo volume potrà avere un’azione di sviluppo e di nuovo slancio del lavoro di strada.

Vincenzo Castelli